Strappo degli epifaniani: Durante rifiuta di entrare nella nuova segreteria, che scende da 5 a 4 componenti
Roberto Farneti
Diritti e contratti, la Fiom rilancia. Dopo la vittoria nelle elezioni per le Rsu alla Fiat di Melfi e quell'inatteso 40% di No piovuto nelle urne del referendum truffa sull'accordo separato per Pomigliano, il sindacato delle tute blu Cgil si prepara per la campagna di autunno, annunciando una manifestazione nazionale dei metalmeccanici per il 16 ottobre. Purtroppo, come se non bastassero gli attacchi della Fiat e del governo, la Fiom deve pure preoccuparsi dei rapporti con la Cgil. La speranza è che lo strappo che si è consumato ieri, con il polemico rifiuto da parte dell'epifaniano Fausto Durante di occupare il posto riservato alla minoranza nella nuova segreteria, possa essere ricucito nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, la maggioranza che ha vinto il congresso della Fiom ha il diritto e il dovere di portare avanti il mandato ricevuto dai lavoratori. Anche perché, quando si abbandonano logiche di schieramento e si discute nel merito delle questioni, non è impossibile trovare una sintesi. Lo dimostra il fatto che il dispositivo finale del comitato centrale è stato approvato all'unanimità.
Al primo punto del documento c'è, come detto, l'indizione per il 16 ottobre di una manifestazione nazionale dei metalmeccanici «ma aperta - chiarisce subito il segretario generale Maurizio Landini, interpellato da Liberazione - a tutte le forze sociali e all'opinione pubblica», per la difesa del lavoro dei diritti della democrazia e per la riconquista di un vero contratto contratto nazionale, dopo quello separato firmato da Fim e Uilm. «Un elemento importante - sottolinea Landini - perché vuol dire dare una continuità alle lotte che sono in corso a partire dalla Fiat di Pomigliano, mettendo al centro il fatto che il lavoro non può essere senza diritti». Il comitato centrale della Fiom ha anche deciso di dare mandato alla segreteria nazionale di convocare, nel mese di settembre, la Conferenza per il Mezzogiorno a Bari «perché è evidente - spiega Landini - che il sud del paese rischia di pagare il prezzo più alto per questa crisi. E quindi c'è bisogno anche di avere proposte in grado di rimettere al centro la lotta per la legalità, per una diversa politica industriale e per un diverso modello di sviluppo».
Ultima, ma non certo per importanza, la scelta di lanciare una campagna straordinaria di tesseramento e di risottoscrizione della delega alla Fiom tra tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici. Una sorta di "operazione trasparenza" e di verifica del reale tasso di rappresentatività del sindacato, «coerente - sottolinea Landini - con la legge di iniziativa popolare sulla democrazia che sarà depositata il 23 luglio alla Commissione lavoro, con cui chiediamo che il diritto di voto per i lavoratori sugli accordi e la certificazione della reale rappresentanza di ogni organizzazione attraverso il numero di iscritti e i voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu. Questo bisogno di democrazia appare più evidente nella nostra categoria, dove sta succedendo che le imprese siglano accordi separati con organizzazioni generalmente minoritarie».
E' stata inoltre eletta la nuova segreteria nazionale, il cui numero scende da cinque a quattro componenti. Giorgio Cremaschi e l'ex segretario generale Gianni Rinaldini, arrivati a scadenza di mandato, sono stati sostituiti da Giorgio Airaudo e Sergio Bellavita, che entrano così a far parte dell'esecutivo Fiom assieme a Laura Spezia e, ovviamente, a Landini. Cremaschi diventa invece presidente del Comitato centrale.
L'altra novità è che, dopo sei anni "all'opposizione", Durante lascia la segreteria nazionale. Una mossa, secondo alcuni, dettata direttamente da Epifani. Pare infatti che il giorno prima dell'annuncio, Durante e i sostenitori della mozione uno nella Fiom abbiano partecipato a una riunione di corrente a Corso Italia, con il segretario generale uscente della Cgil nella veste di relatore. Durante, perchè questa decisione? «Perchè - spiega il sindacalista a Liberazione - si è verificato un elemento di novità rappresentato dal fatto che il segretario generale della Fiom, il 6 di luglio, ha firmato un documento con il quale la ex mozione due, "La Cgil che vogliamo", si trasforma e si costituisce in area programmatica di emanazione congressuale. Il punto politico che io ho sollevato - prosegue Durante - è che questa nuova area programmatica si pone esplicitamente, come dice il documento costitutivo, l'obiettivo di realizzare il dissenso e l'opposizione alle scelte della maggioranza della Cgil. Io credo che il segretario generale della Fiom, così come di qualunque categoria della Cgil, non possa essere contemporaneamente garante dell'unità di tutta la sua organizzazione e organizzatore dell'opposizione in Cgil».
Secca la replica di Landini: «Io faccio il segretario generale della Fiom, perciò non rappresento nessun altro che i metalmeccanici Cgil. Chi sostiene il contrario - afferma Landini - utilizza un argomento che non ha ragione di esistere. Perché io non assumo decisioni o sostengo punti di vista che non siano stati discussi dagli organismi dirigenti della Fiom. Se poi questo punto di vista a volte possa coincidere con quello che pensa la maggioranza della Cgil o l'area programmatica di cui faccio parte sarà il merito a deciderlo».
Molto meno diplomatico Gianni Rinaldini. Nel suo intervento al Comitato centrale l'ex segretario generale ha definito «vergognoso» l'atteggiamento della Cgil durante la vertenza alla Fiat di Pomigliano d'Arco, con particolare riferimento all'invito a votare Sì al referendum giunto dalla Cgil Campania e di Napoli. «E non mi si venga a dire - ha precisato Rinaldini - che si è trattato di posizioni espresse a livello locale, perché se così fosse stato la segreteria nazionale avrebbe dovuto prendere le distanze. E invece ha taciuto». Insomma, chi è che non si comporta in modo corretto: la Fiom con la Cgil o la Cgil con la Fiom?
Liberazione 21/07/2010, pag 2
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