Tra il 2009 e il 2007 il lavoro a chiamata è aumentato del 75%: a rilevarlo è l'Istat, che precisa che le imprese che hanno utilizzato almeno un "lavoratore intermittente" nel 2007 erano 48.000, due anni dopo erano quasi raddoppiate, con una forte concentrazione (54,5%) nel settore degli alberghi e ristoranti. Infatti ognuna di queste imprese occupa in media 2,8 lavoratori a chiamata, che costituiscono il 37 per cento dei dipendenti dell'impresa. Il lavoro a chiamata è stato introdotto dalla legislazione italiana nel 2004, ma solo dal 2006 è diventato possibile raccogliere ed esaminare i dati, perché nel frattempo l'Inps aveva definito la relativa disciplina previdenziale. La crescita dei contratti di questo tipo viene rilevata nell'arco di due anni, e non di anno in anno perché a un certo punto, nella prima metà del 2008, era intervenuta una modifica della legislazione che ne limitava l'applicazione ai settori del turismo e dello spettacolo. Ma nel luglio dello stesso anno è stata ripristinata la disciplina precedente, e così i contratti a chiamata hanno ricominciato a crescere fino a raggiungere le 111.000 unità. Secondo l'Istat, i lavoratori a chiamata lavorano molto meno dei colleghi con contratto a tempo indeterminato, in media meno di un settimo. Il mese in cui si lavora di più è ovviamente agosto.
Liberazione 27/08/2010, pag 4
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