lunedì 9 agosto 2010

Lavoro, la Cgil boccia il piano di Sacconi

Dallo Statuto dei lavoratori (diritti universali esigibili da tutti) allo Statuto dei lavori (tutele maggiori o minori a seconda del lavoro che fai); estensione della detassazione delle parti di salario frutto di accordi aziendali o territoriali, che includerà anche il «salario relativo a determinate turnazioni notturne» o quello «legato anche allo straordinario, ma in quanto collegato a aumenti produttività»; stretta ulteriore sugli scioperi nei trasporti; legge sulla conciliazione e l'arbitrato per la risoluzione delle controversie in materia di lavoro. Sono i primi punti del Piano triennale per il lavoro presentato a Palazzo Chigi dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Sì di Cisl e Uil, no della Cgil, secondo cui il piano di Sacconi, oltre a non produrre risultati, determina «una impresa sostanzialmente svincolata da obblighi sociali, il lavoro sempre meno considerato come valore sociale, un ruolo del sindacato relegato ad una concezione di bilateralità che deve gestire il ritrarsi dello stato, fino a gestire il collocamento».

Liberazione 31/07/2010, pag 4

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