giovedì 23 settembre 2010

Contratti, le deroghe ambigue di Federmeccanica

Si è aperto ieri, per essere subito rimandato, il confronto con Fim, Uilm e Ugl

Fabio Sebastiani
Tutto rinviato alla fine di settembre. Quasi un nulla di fatto, ieri, al tavolo sulle deroghe al contratto dei metalmeccanici. Da una parte Federmeccanica e, dall'altra i sindacati del settore, Fiom esclusa. L'impressione è che il confronto stia segnando il passo sui tempi, e le modalità, da dare allo stralcio dell'accordo del settore automotive. Tra i vertici di Federmeccanica c'è molto imbarazzo. Eloquenti le parole del direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli:
«C'è la necessità di definire norme specifiche per il settore auto», ma «nessuno sta discutendo di un contratto per l'auto», ha sottolineato al termine dell'incontro. «Sicuramente dalla maggiore azienda italiana - ammette Santarelli - ci è stata avanzata la richiesta di una disciplina specifica, che non è una richiesta fuori sacco, sta dentro il contratto di lavoro. Noi vogliamo attivare la commissione già prevista e vedere quali norme specifiche per il contratto auto definire». Nel corso della «riunione ricognitiva e programmatoria» sono stati evidenziati tre obbiettivi dichiarati: definire la ripartizione delle materie tra primo e secondo livello di contrattazione; definire il capitolo della derogabilità del contratto; affrontare il tema della conciliazione e dell'arbitrato.
Duro il commento del presidente del Comitato centrale della Fiom, Giorgio Cremaschi.
«L'incontro tra Federmeccanica, Fim, Uilm e Ugl, è una penosa sceneggiata. Il calendario concordato serve solo a fingere una trattativa inesistente, perché il testo dell'accordo è già stato scritto dalla Fiat e Federmeccanica, e i sindacati complici devono solo sottoscriverlo». «La Fiat non si offenderà - prosegue Cremaschi - se le clausole capestro e le lesioni ai diritti fondamentali dei lavoratori del diktat di Pomigliano saranno estese a tutti i lavoratori metalmeccanici».
Sulla tormentata vicenda della revisione del modello contrattuale è tornato anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha pensato bene di cavalcare la teoria degli "opposti estremismi". «Non bisogna isolare la Fiom - ha detto - ma bisogna anche che la Fiom non si isoli e non si ritenga sola in questa battaglia, altrimenti su quella strada la Fiom sarà sconfitta e trascinerebbe in questa sconfitta anche la Cgil». Parlando delle posizioni di Fiat e Federmeccanica, Epifani ha sostenuto che «c'è il tentativo di mettere fuori la Fiom per molto tempo». «Ho l'impressione che questa volta i nostri avversari non scherzano. Non è una passeggiata», ha aggiunto.
Infine, si conclude oggi a Roma il giro per i siti della Fiat dei tre lavoratori "non reintegrati" dalla Sata-Fiat di Melfi. Ieri le tre tute blu hanno stazionato davanti a Pomigliano D'Arco. Molta solidarietà, ma anche diversi che hanno preferito tirare dritto. «Li capiamo - ha detto Gianni Barozzino, uno dei due delegati Fiom licenziati a luglio e poi reintegrati dal giudice del lavoro - hanno paura di fare la nostra stessa fine. È avvenuto anche davanti ad altri stabilimenti, anche se qui in maniera accentuata. Ma i lavoratori di Pomigliano li capisco di più: lavorano per pochi giorni al mese, ed hanno alle spalle un referendum che era un vero e proprio ricatto. Allo stesso tempo, però, mi chiedo se uno Stato democratico può consentire che le cose vadano a questo modo». Marco Pignatelli, l'operaio iscritto alla Fiom che è stato licenziato insieme con i due delegati Barozzino e Lamorte, ha affermato di aver portato solidarietà ai colleghi di Pomigliano: «Sono ricattabili - ha sottolineato - a loro va la nostra solidarietà per quello che sta accadendo a Pomigliano, ed a noi è giunta la loro, anche se ai cancelli hanno avuto paura delle telecamere. Ma noi siamo stati qui, come negli altri stabilimenti Fiat, perchè sappiamo di essere il simbolo, i precursori di quanto accadrà nelle fabbriche con l'accordo che da Pomigliano porteranno anche altrove. Se scioperi ti licenziano».

Liberazione 16/09/2010, pag 5

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