Peggio di noi (0,5% del Pil) ha fatto solo la Gran Bretagna. Prima la Germania con il 2,2%
I disoccupati italiani sono tra i meno aiutati d'Europa. Lo denuncia l'Ufficio studi della Cgia di Mestre: nel 2008 (ultimo dato disponibile) le risorse messe a disposizione del milione e 690 mila disoccupati italiani sono state lo 0,5% del Pil e solo la Gran Bretagna ha fatto peggio, con lo 0,3% del Pil per 1.753.000 senza lavoro. Intanto, la Cgil denuncia che sono circa 650 mila i lavoratori coinvolti nei processi di cassa integrazione da inizio anno, con riflessi pesanti in busta paga pari a un taglio netto del reddito per oltre 3,1 miliardi di euro, più di 4.900 euro per ogni singolo lavoratore. Le ore di Cigd (cassa integrazione in deroga) ad agosto sono pari a 35.499.955 ore, e aumentano su luglio del +5,77%, attestandosi al valore più alto degli ultimi 12 mesi, e del +195% sullo stesso mese dello scorso anno. Inoltre va sottolineato che da gennaio 2009 ad agosto 2010 sono state autorizzate 344.740.008 ore di Cigd, di queste 244.561.888 soltanto da inizio anno. Un monte ore che coinvolge 175.439 lavoratori dei 645.682 coinvolti dai processi di Cig.
Guardando alle risorse assicurate ai disoccupati dai vari paesi Ue, la Germania nel 2008 ha messo in campo il 2,2% del Pil per sostenere 3 milioni 141 mila disoccupati, la Spagna il 2,1% per 2 milioni e 591 senza lavoro e la Francia l'1,6% per proteggere 2 milioni e 235 mila disoccupati. In termini assoluti l'Italia ha messo a disposizione quasi 8 miliardi di euro (precisamente 7,92 miliardi), contro i 48,91 della Germania, i 25,66 della Francia e i 21,93 della Spagna. In pratica per ogni disoccupato italiano sono stati spesi 4.691 euro, contro i 17.921 euro per ciascun disoccupato irlandese, i 16.652 per quello austriaco, i 15.570 per il senza lavoro tedesco e gli 11.483 per ciascun francese che ha perso il posto. «Per misure a sostegno dei disoccupati - precisa il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - ci riferiamo all'erogazione di sussidi per fronteggiare l'inattività lavorativa, alle prestazioni offerte dai servizi pubblici per l'impiego o per la partecipazione ad attività formative. Oppure, per l'inserimento lavorativo vero e proprio grazie all'introduzione di incentivi e sgravi fiscali». «Se è vero che spendiamo poco per sostenere economicamente i nostri disoccupati - osserva Bortolussi - è però altrettanto vero che siamo un Paese che ha un buon pacchetto di ammortizzatori sociali (Cigo, Cigs, mobilità, etc,) che interviene prima della perdita definitiva del posto di lavoro. Cosa, quest'ultima, che molti altri Paesi europei non dispongono». La Cgia di Mestre inoltre ha dimensionato gli importi spettanti ai lavoratori dipendenti italiani che sono rimasti senza lavoro, da cui emerge che l'indennità di disoccupazione è inversamente proporzionale al tempo di durata dell'inattività lavorativa. Gli importi (ad esclusione dei lavoratori edili) hanno un limite massimo che per il 2010 è pari a 893 euro se la retribuzione del lavoratore era pari o inferiore a 1.932 euro mensili, oppure a 1.073 euro se la retribuzione era superiore. Per gli apprendisti l'indennità è pari all'80% della retribuzione per un massimo di 90 giorni.
Liberazione 12/09/2010, pag 5
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