mercoledì 8 settembre 2010

Fim: sì alle deroghe

Contratto nazionale

«La Fim è favorevole a modificare istituti economici e normativi del contratto nazionale di lavoro nel caso di crisi aziendali o per favorire lo sviluppo dell'occupazione, scongiurando una deriva normativa generata dalle richiesta delle singole aziende. La Fim considera utili anche le specializzazioni normative per comparto o filiera per tutelare i lavoratori nelle diverse realtà aziendali» . È molto chiara la segretaria nazionale delle tute blu della Cisl, Anna Trovò, in merito alla denuncia del contratto nazionale dei metalmeccanici di cui oggi discuterà Federmeccanica. In una nota, la Fim Cisl, che ieri ha riunito il Comitato Esecutivo nazionale, sottolinea che «è impegnata a definire una normativa che dia alle parti, a livello territoriale, la facoltà di sottoscrivere accordi di secondo livello che modifichino - anche temporaneamente - alcuni istituti economici e/o normativi, qualora ciò sia ritenuto utile per affrontare particolari situazioni di crisi o per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale». La Fim ritiene inoltre che «la riforma del Contratto nazionale possa utilmente prevedere specializzazioni normative per comparto o per filiera». Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom, critica apertamente la proposta di "patto sociale" di Emma Marcegaglia. Per Cremaschi, «lpensa solo di estendere in tutta Italia l'accordo capestro di Pomigliano che distrugge il contratto nazionale e i fondamentali diritti costituzionali dei lavoratori. Siamo di fronte alla solita minestra riscaldata che propone al mondo del lavoro di fare tutti i sacrifici mentre le imprese fanno quello che vogliono».

Liberazione 07/09/2010, pag 4

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