venerdì 18 febbraio 2011

Fiom: «Fiat, il governo non rispetta gli impegni»

Termini Imerese

Una richiesta al ministro dello Sviluppo economico affinché «rispetti gli impegni assunti e convochi con urgenza tutte le parti coinvolte per avviare un confronto di merito e specifico sulle proposte avanzate per la reindustrializzazione di Termini Imerese». Lo affermano in una dichiarazione congiunta il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, e il segretario generale della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone, dopo che il Ministro dello Sviluppo Economico ha convocato ieri sera i Segretari generali confederali per illustrare un possibile accordo di programma. «Non comprendiamo le ragioni di questo cambiamento di percorso. Tanto più che escono notizie sugli organi di informazione su ben 7/8 progetti industriali per Termini Imerese in cui si indica un aumento dei posti di lavoro e mai in nessuna sede ufficiale è stato possibile per le organizzazioni sindacali e per le Rsu conoscere gli imprenditori che hanno portato i progetti ed i dettagli dei loro impegni». I due sindacalisti ricordano che «il governo si era impegnato a svolgere nel mese di gennaio 2011 un incontro con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria e la Rsu per illustrare nel dettaglio i contenuti dei piani industriali, le ricadute occupazionali e gli investimenti contenuti nelle offerte e nei progetti di reindustrializzazione del sito produttivo di Termini Imerese che il Gruppo Fiat vuole chiudere entro il 31 dicembre 2011». Ma «ciò non è ancora avvenuto e nessun incontro è in calendario». Gli esponenti Fiom si dicono non disponibili «ad accettare la semplice chiusura ed il disimpegno della Fiat a Termini Imerese. Servono in alternativa seri progetti industriali e serie garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori attualmente alle dipendenze del Gruppo Fiat e delle aziende dell'indotto. Ed è necessario realizzare positivi accordi sindacali discussi preventivamente, valutati e condivisi dalle lavoratrici, dai lavoratori e da tutte le parti interessate, comprese le Istituzioni che diano garanzie sulla tenuta nel tempo di tali progetti industriali».


Liberazione 15/02/2011, pag 6

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