giovedì 10 febbraio 2011

La Fiom: «Ora riconquista del contratto»

Al centro dell'assemblea dei delegati sciopero generale, democrazia, tesseramento. E l'iniziativa per bypassare l'accordo separato
Fabio Sebastiani
Cervia (Ra) - nostro inviato
Ed ora avanti tutta alla riconquista del contratto nazionale di lavoro. Il leader della Fiom Maurizio Landini incita i suoi a continuare la battaglia sui diritti. E' dalla platea dell'Assemblea nazionale dei delegati (ovvero, il Comitato centrale più quasi quattrocento delegati designati dalle segreterie provinciali del sindacato) che la Fiom prova ad aprire il nuovo fronte sindacale. Vista da qui, la straordinaria riuscita dello sciopero generale del 27 e 28 gennaio è soltanto un bel ricordo. Ora c'è un potenziale politico da mettere alla prova, e da rafforzare. E le tute blu della Cgil non hanno nessuna voglia di abbandonare la scena: bene la solidarietà della Cgil, e bene anche la partecipazione di precari e studenti alle varie mobilitazioni. «Ora però bisogna puntare allo sciopero generale», dicono in coro.
C'è infatti una "questioncina" rimasta in sospeso da prima che il ciclone Marchionne si abbattesse su Pomigliano e Mirafiori, l'accordo nazionale separato firmato da Fim e Uilm sotto dettatura di Federmeccanica. Non una cosa da poco, visto che coinvolge più di un milione e mezzo di lavoratori e rappresenta di fatto il primo tentativo di rendere marciante il regime delle deroghe. Non solo, l'ultima sortita di Federmeccanica che intende introdurre la facoltà di scelta tra contratto aziendale e nazionale avvicina tutta la categoria di un altro metro al "modello Fiat" e supera lo stesso accordo separato del 2009. Una situazione che si gioca non solo sul piano della piattaforma sindacale e della battaglia "fabbrica per fabbrica" sulle condizioni di lavoro, ma anche su quello politico, quindi. Serve un momento di generalizzazione della lotta. Come intende affrontare la Fiom una fase così complessa? Innanzitutto con la bandiera della democrazia, poi tentando di trascinare le aziende in tribunale in base all'articolo 28; senza tralasciare, infine, una campagna straordinaria di tesseramento. Ma il punto è un nuovo accumulo di forze che le consenta di vincere la sfida sulla riconquista del contratto nazionale. Una questione che ormai non riguarda più solo i "rossi" della Fiom e diventa generale. Entro la fine del 2011 occorre presentare la piattaforma. La proposta formale verrà fatta attraverso un'altra assemblea nazionale da riconvocare dopo un giro di assemblee nei luoghi di lavoro.
«La discussione - ha detto Landini nel corso della sua lunga apertura - deve coinvolgere tutta la nostra organizzazione. Sottoporremo poi la nostra proposta al referendum, è una regola che ci siamo dati e vogliamo rispettare. Per noi il contratto del 2008 è sempre in vigore: in questi mesi dobbiamo però anche aumentare il nostro numero di iscritti, per dimostrare che siamo rappresentativi dei lavoratori e che abbiamo consenso dentro le fabbriche». Landini ha proposto alcuni spunti per la piattaforma: «La riaffermazione della riconquista del contratto, la partecipazione dei lavoratori alla discussione dei modelli organizzativi, il potenziamento della formazione, la difesa del potere d'acquisto e dei meccanismi certi di recupero dell'inflazione, una discussione sul blocco dei licenziamenti e l'estensione degli ammortizzatori sociali». Accanto a questo però, secondo Landini, è necessario riproporre anche «il problema della democrazia: il contratto deve regolare anche il tema di come si approvano gli accordi per evitare che ci siano accordi separati. Lo strumento da usare è il referendum».
Una Fiom a tutto campo, quindi, che non dimentica il voto agli stranieri, il reddito di cittadinanza e la "contrattazione sociale", deliberata ultimamente dalla stessa Cgil. Alla Cgil, poi, i metalmeccanici mandano un segnale preciso: se il problema è riconquistare il contratto nazionale di lavoro non ci impicchiamo sulla durata della vigenza contrattuale. Non passa, invece, la proposta di democrazia sindacale, riproposta nel corso dell'assemblea da Fausto Durante, della segreteria nazionale della Fiom. «C'è bisogno di un rapporto forte e organico con la Cgil - ha aggiunto Durante - non possiamo più permetterci di rovinarlo con atteggiamenti sbagliati e autolesionisti nelle manifestazioni». Durante ha poi invocato «il coraggio di scelte difficili e dolorose». Secondo lui servono passi verso gli altri sindacati e verso le associazioni datoriali, «perché difficilmente da soli avremo la capacità di cambiare il quadro». L'ipotesi di "riallacciare" con Cisl e Uil, sostenuta dal palco anche dal segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere, è stata duramente respinta in diversi interventi. «C'è un problema di coerenza nei confronti dei lavoratori,» hanno ammonito i delegati. Scudiere, platealmente contestato dalla sala, è tornato a sottolineare che l'ipotesi dello sciopero generale non è all'ordine del giorno in quanto la strategia della Cgil mira «ad uscire dall'angolo» anche grazie a un accordo su democrazia e rappresentanza.


Liberazione 04/02/2011, pag 6

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