giovedì 10 febbraio 2011

Migranti contro il prefetto: è agli ordini della Lega

Brescia, sanatoria truffa
"Sopra e sotto la gru". È il nome scelto da coloro che a Brescia sono rimasti a lottare contro la sanatoria truffa, dall'associazione "Diritti per tutti" alle forze politiche come il Prc e Sc, alle associazioni di immigrati che non hanno rinunciato alle loro richieste. Sabato alcuni rappresentanti delle comunità e delle associazioni erano stati ricevuti in prefettura, non certo dal prefetto ma da funzionari. Il rappresentante legale di "Diritti per tutti", Manlio Vicini, ha chiesto di conoscere il numero esatto di domande presentate e di quelle rigettate e, cosa ancora più importante di sospendere l'esecuzione dei rigetti in attesa della decisione del Consiglio di Stato, che dovrebbe pronunciarsi il 21 febbraio. Sarà una decisione definitiva. A gennaio, in più occasioni, la massima autorità della giustizia amministrativa si era già espressa per il blocco dei rigetti. E se alla prima domanda non è stata data risposta, quella sui rigetti ha fatto infuriare le persone che erano in attesa sotto il Palazzo del Broletto, sede della prefettura. Non solo non ci saranno sospensioni fino al 21 febbraio ma, qualora il pronunciamento del Consiglio di Stato dovesse essere positivo per i migranti, a Brescia farà fede la circolare del capo della polizia Manganelli che prevede di non poter sanare la posizione di chi ha subito precedenti provvedimenti di espulsione. Alla notizia c'è stata una forte reazione dei migranti che prima hanno provato ad occupare la prefettura al grido di "vergogna" e "dimissioni", poi hanno optato per un corteo attraverso la città. La tensione è alta e c'è già chi minaccia di tornare sulla gru: «Del resto - sottolinea Fiorenzo Bertocchi segretario provinciale del Prc - la prefettura non è più al di sopra delle parti, obbedisce direttamente ad una parte politica, la Lega Nord e al ministro Maroni, rendendo materiale una secessione strisciante». Sta crescendo anche la reazione nella città. La Lega tenta di utilizzare questa tensione per scaricare sui migranti il fallimento sia in Comune che alla Provincia, di una amministrazione incapace e inadeguata e forse si prepara in questa maniera ad una eventuale competizione elettorale nazionale. «A Brescia non lavora il rappresentante dello Stato ma quello della Padania», ha sottolineato Umberto Gobbi di "Diritti per tutti". In attesa di una assemblea che si terrà giovedì sera nei locali del Centro Sociale Magazzino 47, si cerca di capire cosa fare. Molti immigrati sono esasperati, in piazza quelli della comunità egiziana hanno esposto cartelli per comunicare che in Italia, come in Egitto si sta lottando per gli stessi diritti. Bertocchi spera anche che questa situazione spinga la Camera del lavoro e la Diocesi a superare timidezza e ambiguità:«Devono scegliere se preservare i propri rapporti istituzionali oppure prendere una posizione netta. Nessuno lo dice ma tutti sanno che dietro ci sono forze politiche che temono, schierandosi dalla parte del diritto, di perdere consenso elettorale».
S.G.


Liberazione 08/02/2011, pag 3

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