Un mld di investimenti
Un grande polo industriale multiproduttivo, dove, accanto alle auto ci sarà anche posto per attrezzature mediche, serre fotovoltaiche, cinema, fiction e grande distribuzione. Sarà questo il futuro del sito di Termini Imerese dopo che la Fiat, a fine 2011, cesserà la propria produzione di vetture. Lo prevede l'accordo di programma siglato ieri al ministero dello Sviluppo economico tra governo, Fiat ed enti locali. Come questa intesa si tradurrà concretamente in occupazione e reindustrializzazione di quell'area, lo si potrà capire solo con il tempo.
Per il momento l'accordo prevede lo stanziamento di risorse pubbliche per 450 milioni: 100 da parte del Ministero, mentre la Regione metterà in campo 350 milioni, di cui 200 per la reindustrializzazione del sito e gli altri 150 per le infrastrutture. L'investimento complessivo per la riconversione del sito, tra soldi pubblici e quelli delle aziende selezionate, è di oltre 1 miliardo di euro visto che dai privati arriveranno investimenti per circa 600 milioni.
Tra le 7 aziende scelte a partire da 31 manifestazioni di interesse due sono del settore auto: De Tomaso di Gian Mario Rossignolo (auto di lusso) e Cape Reva di Simone Cimino (auto elettrica). Le altre cinque operano, invece, in vari campi: dall'energia, Bio Gen Termini (bio-tecnologie), alle serre fotovoltaiche, Fratelli Ciccolella; dalla grande distribuzione, Newcoop, alle protesi mediche, Lima, alla fiction con Med Studios. Quanto alla proposta della molisana Dr Motor Company, il ministro Romani ha spiegato che non ci sono preclusioni così come verso altri possibili nuovi soggetti, ma essendo arrivata fuori dai tempi indicati rimane "in panchina". Potrebbe dunque rientrare se qualcuna delle iniziative in campo non dovesse avere il percorso immaginato.
Sul fronte dell'occupazione, Romani ha spiegato che a regime, ovvero nei 36 mesi in cui è indicata la completa attuazione dell'accordo, si arriverà a 3.300 unità. Intanto sarà possibile tutelare gli attuali 1.500 dipendenti Fiat con la presa in carico da parte delle nuove società anche dei lavoratori del Gruppo, dato che nell'accordo è prevista la cessione del sito a costo zero da parte della Fiat «senza richiedere altro corrispettivo per i beneficiari che la effettiva ricollocazione lavorativa di tutti i relativi addetti nonché il trasferimento dell'organico aziendale». Non è escluso che nella fase transitoria del passaggio tra una società e l'altra si possa ricorrere alla cassa integrazione o comunque ad altri ammortizzatori sociali.
Liberazione 17/02/2011, pag 5
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