mercoledì 8 dicembre 2010

Colto da malore lascia "la torre"

Il ragazzo egiziano di 23 anni è stato soccorso e trasportato in ospedale, ma rischia l'esplulsione

Milano, colto da malore sulla torre. Protestava contro la sanatoria truffa

Stefano Galieni
Sono rimasti in due sulla torre di via Imbonati a Milano: uno dei tre immigrati saliti sulla ciminiera dell'ex Carlo Erba per protestare contro la sanatoria-truffa si è sentito male. Il ragazzo, egiziano di 23 anni, è stato costretto a scendere dopo venti giorni di protesta estrema, al freddo e sotto la pioggia mista a neve, a 45 metri di altezza.
Alla fine ha accettato. Dopo essere stato visitato nel pomeriggio dal dottor Angelo Crosignani medico di Emergency, uno dei tre lavoratori immigrati che da 22 giorni protestano con la loro pacifica presenza sulla torre dell'ex Carlo Erba, in Via Imbonati a Milano, si è deciso a scendere per farsi curare. La neve, il freddo, la fatica si sono fatti sentire, resistono ancora anche perché si è aperto un tavolo tecnico con la prefettura. Poca cosa, forse destinata a restare inutile ma almeno uno spiraglio formale diverso rispetto a quanto accaduto a Brescia, dove sindacati e diocesi sono stati letteralmente raggirati dalle autorità locali. Ieri mattina si è temuto il peggio. Racconta Marcelo, che ha funto per questi giorni da portavoce dei tre, che il suo amico non riusciva a muoversi e si svegliava. All'inizio hanno pensato di lasciarlo un po' più al caldo del sacco a pelo, poi si sono preoccupati. Ad un certo punto è sembrato riprendersi, debole ma cosciente, ha bevuto del the e si è risentito male, a quel punto la preoccupazione è salita. Lui insisteva, non voleva abbandonare i compagni ma alternava momenti in cui sembrava reggere a dolori di stomaco che gli impedivano di digerire ciò che mangiava. È giunto sul posto il medico che ha visitato il ragazzo, un cittadino egiziano di 23 anni e sono iniziate le difficili operazioni di soccorso. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con una scala di 45 metri, sotto la torre attendeva una autoambulanza del 118 pronta a partire e un centinaio fra immigrati e antirazzisti, che dovevano tenere nel pomeriggio una assemblea. E'sceso mentre sulla piazza cominciava a nevicare e si stava alzando un vento gelido. Ad un primo sommario esame il medico ha ipotizzato un principio di assideramento con il rischio di polmonite, ma la visita era stata effettuata sulla balaustra della torre senza avere a disposizione gli strumenti necessari per una diagnosi. Dalla questura sono giunte specifiche garanzie: il ragazzo sarà curato senza rischiare di essere sottoposto a un provvedimenti di espulsione. L'ambulanza è partita a grande velocità, una delle rappresentanti del Comitato Immigrati ha accompagnato il ragazzo. Gli altri due - oltre a Marcelo, argentino, della Fiom, un lavoratore marocchino - sono rimasti sulla torre mentre le temperature cominciano a calare tanto da mettere seriamente a repentaglio l'incolumità dei due. Emanuele Cullorà, coordinatore dei Giovani Comunisti milanesi è fra coloro che sono accorsi a Via Imbonati:«Ci stiamo dall'inizio - racconta e condividiamo le ragioni dei lavoratori migranti. Vogliamo garanzie che a chi è sulla torre, a chi è stato sfruttato con la sanatoria, non giungano ritorsioni, veniamo anche noi la notte a dare una mano e invitiamo la città a promuovere uno sciopero generale di solidarietà con questi lavoratori». In questi giorni tanti altri avvenimenti hanno fatto spegnere le luci dei riflettori sulla protesta dei lavoratori immigrati che pure è continuata. Lunedì scorso il Comitato Immigrati di Milano, con altre associazioni e i sindacati confederali, sono tornati dal Prefetto. Tenui spiragli, come l'apertura di un tavolo tecnico permanente, che valuti caso per caso i problemi sorti dall'ultima sanatoria. Due le novità emerse: per quegli immigrati i cui datori di lavoro non si sono presentati all'incontro in prefettura, se avranno la possibilità di dimostrare il proprio rapporto lavorativo, e denunceranno il datore, potrà essere concesso loro un permesso di soggiorno di sei mesi (ma non è un processo automatico: anzi, gli immigrati che lo fanno rischiano conseguentemente l'espulsione dal territorio nazionale e/o la denuncia a loro carico per aver aggirato le regole sull'emersione). Per i truffati, invece, laddove si possa dimostrare l'avvenuta estorsione, e dopo la relativa indagine giudiziaria, potrà essere rilasciato loro un permesso di soggiorno per articolo 18 (protezione sociale). C'è poi quello che è stato battezzato come il "caso Magenta": nel Comune del milanese, ad 11 cittadini che hanno denunciato di essere stati truffati e la cui domanda di sanatoria non era stata neanche inoltrata al ministero e che potrebbero ottenere un permesso per motivi giudiziari. Si stanno raccogliendo le pratiche che verranno portate alla prossima riunione del tavolo. Intanto sono proseguite manifestazioni per l'estensione della regolarizzazione, da Catania a Rimini a Massa Carrara a Torino, stamattina a Firenze si terrà una ulteriore assemblea nazionale antirazzista per decidere il da farsi, ma una cosa è certa: i lavoratori di Milano non verranno lasciati da soli. Sabato 4 poi gli immigrati torneranno in piazza laddove è partita la battaglia, a Brescia.
(ha collaborato Alessia Candito)

Liberazione 28/11/2010, pag 4

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