mercoledì 8 dicembre 2010

Fiat, anche a Mirafiori verso l'accordo separato

Marchionne impone ai sindacati la sospensione del contratto. Oggi assemblea e sciopero indetto dalla Fiom

Fabio Sebastiani
Se c'è un modello "nuovo" che la Fiat intende portare a Mirafiori sarà il "modello Pomigliano". Non è soltanto una battuta. E a Torino se ne è avuta la conferma. Ovviamente, l'accordo sarà ancora una volta separato. Da una parte la Fiom, che ieri ha tenuto una affollatissima assemblea degli iscritti, e dall'altra Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che hanno fatto a gara nel dichiarare come «imminente» le firme sul testo redatto dall'azienda. Sugli spalti alcuni tifosi "tesserati", il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.
E non ci sarà nessun "secondo tempo", contrariamente a quanto accaduto a Pomigliano d'Arco. E' il leader del Fismic a dettare le durissime condizioni affinché ci sia il referendum tra i lavoratori: al primo punto c'è la firma dell'accordo di Pomigliano da parte della Fiom. Sarcastico il commento di Giorgio Airaudo, segretario nazionale della Fiom. «Con piacere - afferma - dopo mesi registriamo il primo dissenso tra Di Maulo e Marchionne: Di Maulo non vuole che ci sia un referendum che Marchionne ha suggerito a tutti i sindacati. E vorrebbe far decidere i turni degli operai anche agli impiegati di Mirafiori che fanno l'orario normale».
Insomma, la "pagina bianca" di Marchionne in realtà è una "pagina sporca"; anche perché la Fiat non vuole applicare nessun contratto nazionale alla futura newco, tenendosi le mani libere per i "contratti individuali". «Le sigle sindacali che hanno concesso all'azienda contratti non certificati dai lavoratori e deroghe dovranno riflettere», aggiunge Airaudo. A questo punto la Fiom chiede la sospensione del negoziato l'apertura del confronto con i lavoratori.
Fim, Uilm e Fismic, intanto, hanno ritirato la firma dalla richiesta presentata unitariamente per le due ore di assemblea della Fiom prevista per oggi alle Meccaniche di Mirafiori. Per fare lo stesso l'assemblea la Fiom è stata costretta ad indire due ore di sciopero, dalle 9.15 alle 11.15 per il primo turno e dalle 16.30 alle 18.30 per il secondo.
Il momento è molto sentito dalle tute blu. La massa di iscritti che ieri si è presentata davanti al portone della sede della Fiom a Torino per l'assemblea degli iscritti lo testimonia ampiamente.
Il mandato che le tute blu delle Fiom hanno affidato ai propri sindacalisti è molto dettagliato: definizione di un regime di utilizzo degli impianti a partire dai 15 turni e, a fronte di esigenze produttive,disponibilità ad applicare come previsto dal Ccnl le 40 ore procapite di straordinario comandato e le 64 ore procapite di orario plurisettimanale. Il lavoratore potrà scegliere tra il pagamento in regime di straordinario o il recupero sotto forma di permessi. Utilizzo nel corso del turno della pausa mensa e dei 40 minuti di pause per ogni turno. Infine, disponibilità a prevedere modalità di utilizzo delle pause anche a scorrimento, al fine di aumentare la capacità produttiva per ogni turno, e isponibilità a definire forme e procedure di confronto preventivo e istantaneo tra le parti, «anche con l'obiettivo di ridurre e prevenire le occasioni di conflitto, a partire dall'organizzazione della produzione e dei carichi di lavoro nelle linee di montaggio».
Intanto, aumenta il quadro di frammentazione della Fiat. Le ambizioni del gruppo Volkswagen per l'Alfa Romeo, per esempio, vengono definite addirittura «concrete». A scriverlo è stato ieri il "Financial Times Deutschland". L'interesse è a tal punto che una delegazione di Wolfsburg ha già fatto un «viaggio segreto» a Milano, dove ha incontrato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Un portavoce del gruppo, sempre secondo il giornale, ha tuttavia detto che non ci sarebbe stata nessuna delegazione.
Per quanto riguarda Termini Imerese, invece, per la quale si avvicina l'ora della chiusura così come dichiarata dalla Fiat, l'imprenditore Gian Mario Rossignolo intende produrre un mini-suv e una city-car per un totale di 35 mila auto all'anno, attraverso l'assunzione dell'intero personale diretto (1.456 lavoratori) e un investimento di circa 300 milioni di euro, 97-98 milioni dei quali come dote governativa. Avvio della produzione: 2012. Il progetto di Rossignolo, anticipato ieri da "la Repubblica" di Palermo, è inserito nella short-list che l'advisor Invitalia ha consegnato al ministero per lo Sviluppo, che comprende in totale sette proposte per la fabbrica della Fiat dove al momento 2.200 operai, tra diretti e indotto, assemblano la Lancia Ypsilon.

Liberazione 03/12/2010, pag 5

Nessun commento:

Posta un commento