giovedì 16 dicembre 2010

E la Lega ritira fuori il contratto regionalizzato

Contratti di lavoro "regionalizzati", cioè legati al costo della vita nel territorio. È l'ipotesi lanciata ieri dalle colonne della "Padania" dal vicepresidente del senato e segretario generale del Sin.Pa (Sindacato Padano) Rosi Mauro, in risposta alla richiesta della Bce agli Stati europei di promuovere la moderazione e la flessibilità salariale. «Dobbiamo sgravare le buste paga - spiega Mauro - da quei meccanismi che aumentano il lordo all'inverosimile ma lasciano sempre inalterato il netto». Ma i tre sindacati confederali non ci stanno e bocciano la proposta senza appello. «Riproporre oggi la regionalizzazione dei contratti, in una fase di dura crisi economica, sociale e politica, risponde soltanto a interessi di carattere localistico, e soprattutto elettorale, che non a esigenze legate al mondo del lavoro, ovvero maggiori diritti e tutele per i lavoratori», spiega Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil. «A proposito del Nord, infatti, piuttosto che questa inutile discussione sui contratti - sottolinea - sarebbe interessante sapere cosa fa un importante partner del governo, qual è il Sindacato Padano, per quanto riguarda i lavoratori della Vinyls e di tutte quelle aziende del Nord-Est che dalla prossime settimane, dai prossimi giorni, non sapranno più quale sarà il loro destino».
E negativo è anche il giudizio della Cisl .«Quella dei contratti "regionalizzati" -commenta Annamaria Furlan, segretario confederale del sindacato- mi sembra una proposta assolutamente superata dall'accordo fatto sul nuovo modello contrattuale».

Liberazione 11/12/2010, pag 5

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