mercoledì 9 marzo 2011

«L'arroganza Fiat ha perso davanti ai giudici». Rifondazione e Fiom sul reintegro di Capozzi

Damiano (Pd): «Ora niente appello»

«Questa vicenda dimostra che si può ancora avere giustizia in questo Paese. Oggi ha vinto la libertà dei lavoratori di poter difendere i propri diritti e ha perso l'arroganza di un'azienda che vuole calpestarli tentando di far fuori chi è contrario». Così il commento di Paolo Ferrero e Roberta Fantozzi, segretario e responsabile Lavoro del Prc, alla notizia che il giudice del lavoro del Tribunale di Torino ha rigettato il ricorso della Fiat confermando il reintegro di Pino Capozzi. Il delegato della Fiom degli Enti centrali di Mirafiori era stato licenziato lo scorso luglio perchè accusato di aver utilizzato la email aziendale per diffondere volantini alla vigilia del referendum di Pomigliano. «Si conferma l'antisindacalità del licenziamento - commenta il segretario provinciale della Fiom, Federico Bellono - siamo soddisfatti e convinti che abbiamo fatto bene ad agire come Fiom. Si conferma la tesi secondo cui un rappresentante sindacale deve avere diritto di critica anche nei confronti dell'azienda per cui lavora». Ora si attende l'uscita del dispositivo della sentenza.
Secondo Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom, «quei licenziamenti, da Melfi a Torino sono stati strumentalizzati da parte della Fiat per costruire artatamente un clima pregiudizialmente conflittuale. I tribunali stanno smentendo la Fiat».
Positivo anche il commento di Cesare Damiano, capogruppo Pd alla Camera. «È stato riconosciuto dalla magistratura l'orientamento antisindacale della Fiat». «L'azienda potrà presentare ricorso dopo aver letto le motivazioni della sentenza, ma noi ci auguriamo che decida di non presentare appello. Dopo aver reinserito il lavoratore nel suo posto di lavoro, atto sicuramente positivo, sarebbe un gesto di distensione che potrebbe aiutare a ricostruire le indispensabili relazioni tra le parti sociali all'interno dell'azienda, dopo le dure e controverse prove degli accordi di Pomigliano e Mirafiori», dice Damiano ricordando come il delegato Fiom avesse già ottenuto il reintegro al posto di lavoro in precedenza e come all'azienda fosse stata imputata la violazione dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.


Liberazione 04/03/2011, pag 7

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