L'azienda chimica vuole chiudere
Assemblea permanente presso le portinerie con il blocco totale delle merci e un sit-in lungo via Narni a Terni: sono queste le iniziative di protesta programmate da Filctem, Femca, Uilmec, Ugl e Orsa dopo la comunicazione dell'intenzione di procedere alla messa in mobilità di tutto il personale degli stabilimenti ternani della Meraklon Yarn e Spa, da parte dei vertici dell'azienda. La decisione di mettere fuori 240 lavoratori sarebbe motivata, si legge in una nota delle organizzazioni sindacali, «dalla dichiarata cessazione delle attività produttiva». Ieri c'è stasto un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e il prefetto di Terni, Augusto Salustri, per discutere della questione, mentre per oggi alle 10,30 è confermato l'incontro al ministero dello Sviluppo economico al quale dovrebbe partecipare, oltre a istituzioni e rappresentanze sindacali, anche la proprietà della Meraklon.
Ma ormai si parla apertamente di di «dramma alla Meraklon», «un atto da condannare senza se e senza ma» (Ugl). Per il sindacato la situazione è paradossale perché prima l'impresa dichiara la buona salute salvo smentirsi due giorni dopo con una richiesta di cassa integrazione fino ad arrivare alla mobilità. Gli operai della Meraklon sono tutti padri e madri di famiglia con un'età media compresa tra i 35 e i 45 anni. La Meraklon è una delle ultime postazioni dell'industria chimica in Umbria. Ed è per questo che i sindacati hanno chiamato in causa Regione e Provincia.
Nelle scorse settimane sia il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli e l'assessore provinciale allo Sviluppo Domenico Rosati hanno partecipato ad alcune iniziative dei lavoratori della Meraklon e degli altri siti del polo chimico ternano-narnese. Tra le altre, una lungo il raccordo Terni-Orte, con conseguente blocco del traffico.
Liberazione 16/03/2011, pag 7
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