mercoledì 9 marzo 2011

Le esternazioni di Marchionne

Dal modello Mirafiori alla Russia
Il modello Mirafiori e Pomigliano potrebbe essere esteso anche altrove. Oppure no. Insomma il mitico amministratore delegato della Fiat non sa che cosa decidere. Almeno questo si evince se si leggono le dichiarazioni diverse che è riuscito a fare ieri prima ad un giornalista di Report e poi ad altri inviati a Ginevra, dove Marchionne si trova in occasione del Salone dell'Auto. Prima ha detto che la Fiat sta valutando la possibilità di estendere quel modello anche a Cassino, Melfi e all'ex Bertone. Per poi aggiungere: «I principi che hanno governato gli accordi di Pomigliano e di Mirafiori sono qualcosa che importa alla Fiat e a tutta la realtà industriale italiana. Con ciò è inutile cercare di allargare il discorso a Melfi o a Cassino. Il problema adesso non c'è, non andiamo a crearlo». Insomma chi ci capisce è bravo. Detto questo l'ad italo-canadese ha esposto i piani internazionali del marchio torinese e anche i suoi personali, riguardanti i futuri acquisti. Dallo sbarco in Russia all'integrazione con Chrysler, fino alla nuova Ferrari FF che lui, ha tenuto a precisare, ha già ordinato. Bianca per l'esattezza. Insomma, perdonateci la retorica, il solito schiaffo alla miseria e alle difficili condizioni di lavoro alle quali sono costretti gli operai Fiat per l'appunto. E intanto il marchio italiano per eccellenza perde in Italia altre quote di mercato in un contesto già negativo, dove il calo delle immatricolazioni è stato a febbraio del 20,5%. Ma per la Fiat è andata peggio. Sempre nello stesso periodo le vendite sono scese del 27,09% attestandosi a 45.527 unità, contro le 62.441 di febbraio 2010. A gennaio le vendite del gruppo torinese avevano subito poi una flessione del 27,76% a quota 47.918 unità. «Un calo - spiegano a Torino - parzialmente giustificato dal fatto che all'inizio del 2010 le consegne di vetture nuove erano particolarmente numerose grazie agli ultimi mesi di presenza degli incentivi alla rottamazione». In Fiat si sottolinea però come, anche se complessivamente la quota è del 28,4 per cento, in diminuzione di 2,6 punti rispetto un anno fa «va tuttavia messo in evidenza che i risultati ottenuti a febbraio sono sostanzialmente allineati a quelli degli ultimi mesi» con immatricolazioni di Fiat Group che nel primo bimestre sono state pari a quasi 94 mila vetture, il 27,4 per cento in meno rispetto al 2010.
Ma. Ma.


Liberazione 02/03/2011, pag 5

Nessun commento:

Posta un commento