lunedì 14 marzo 2011

Siamo lavoratori, non "ammortizzati sociali"

Ex Lsu Ata

Nadia Ciardiello
La storia degli ex Lsu Ata percorre 16 anni di diritti negati. E' una storia che sa di resistenza attiva. Da 16 anni è anche la mia storia.
Noi ex lavoratori socialmente utili proveniamo da liste di mobilità e da lunga disoccupazione. Oggi siamo più di 13mila, distribuiti in 4mila scuole del centro-sud dove prestiamo il servizio di pulizia.
Per 7 anni, dal 1995 al 2001, gli Enti Locali prima, e dal 1999 i Provveditorati agli Studi, disattendendo un decreto legge che ci voleva utilizzati per supportare le attività del personale di ruolo, ci hanno "utilizzato" in mansioni prevalenti e non sussidiarie, facendoci ricoprire le carenze organiche degli Ata. Tradotto: per anni siamo stati sfruttati lavorando in nero come veri e propri collaboratori scolastici a fronte di un misero assegno di 800mila delle vecchie lire e senza contributi.
Rispetto a un fenomeno così grave quanto generalizzato, Cigli, Cisl e Uil hanno mostrato da subito solo indifferenza. E' stata quindi necessaria l'autorganizzazione dei lavoratori che, con il sostegno dei sindacati di base (Sincobas e Rdb-Cub), a partire già da inizio 1998 hanno dato vita ad una rivendicazione forte e partecipata. In 3 anni abbiamo costruito più di 30 iniziative di lotta, portando avanti un'unica richiesta: l' assunzione nei ruoli del personale scolastico!
Forti anche della riserva del 30% sulle assunzioni, per noi contenuta dalla L. 144/99 art. 45, abbiamo rivendicato la dignità di un contratto che ci desse pieni diritti e salario, visto che ci veniva richiesto quotidianamente un lavoro a tutti gli effetti e con gli stessi doveri del personale Ata, coprendo i posti carenti e garantendo quel servizio di vigilanza e pulizia nelle scuole che altrimenti nessuno avrebbe svolto. In questi anni abbiamo occupato strade e ministeri, presidiato regioni, incontrato assessori e sottosegretari. Malvolentieri abbiamo respirato l'indifferenza sorda ed umiliante che ha accomunato l'alternanza politica tra centro destra e centro sinistra. Nel 2001 il ministero del Lavoro, di concerto con Cgil, Cisl e Uil con il Dl n. 65 del 20/04/01 decide di farci assumere da ditte di pulimento facenti parte di 4 Consorzi nazionali (Legacoop, Confcoop, Confindustria e Pmi), affidando a questi un appalto miliardario senza gara e regalando fior d'incentivi per la cosiddetta "stabilizzazione". Questa per noi è stata una scelta scellerata e inaccettabile: significava, in realtà, essere ancora più precari per garantire solo gli interessi dei privati!
In questi ultimi 10 anni abbiamo continuato ad autorganizzarci. Nel frattempo il sindacato di base è diventato più forte e adesso, con il sostegno dell'Usb, ci muoviamo in un contesto nazionale ben coordinato. Chiediamo ancora il diritto di essere assunti nel personale Ata tagliando così gli enormi sprechi degli appalti, ottenendo quella stabilizzazione vera che ci è stata negata. Scontiamo da sempre la totale censura dei mass-media nazionali anche se la nostra è una categoria che conta più addetti della Fiat ma rischia di essere debole perché frantumata in quattromila posti di lavoro. E' per questo, forse, che vari governi e padroni hanno pensato che su di noi, al limite, si può ogni tanto anche infierire. Lo stesso ministro Gelmini spesso, strumentalmente, stenta a definirci "lavoratori" e preferisce definirci degli "ammortizzati sociali". Personalmente anch'io ho difficoltà a considerarla un ministro…
Quest'anno il Miur, nella sua politica di tagli, realizza l'ennesimo colpo da assestare agli ex Lsu Ata. Dal 30 giugno 2011 su 13.500 lavoratori perderanno il proprio posto di lavoro oltre 5mila. Chi rimane avrà meno ore lavorative e carichi di lavoro aumentati. Nell'ultimo sciopero nazionale, indetto dall'Usb il 15 febbraio scorso, abbiamo posto la gravità di quanto sta accadendo ai politici territoriali e ai prefetti di tutte le regioni in cui siamo presenti, invitandoli a prendere posizione attiva. Abbiamo denunciato agli amministratori locali e agli enti di governo territoriali quello che sta succedendo, ottenendo anche significative prese di posizione, visto che si sta attentando al futuro di centinaia di migliaia di famiglie ma anche di migliaia di scuole nel centro sud.
Ma non basta e non ci arrendiamo: l'11 marzo, partecipando allo sciopero generale indetto dall'Usb, vogliamo rendere ben visibile la nostra denuncia rispetto alle scelte che per anni ci hanno sfruttato e che, tra pochi mesi, ci renderanno meno di niente. Siamo un emblema delle scellerate logiche di privatizzazione, sfruttamento e privazione dei diritti e del lavoro che, in questi anni, hanno caratterizzato la vita politica ed economica del nostro Paese.
Vogliamo testimoniare inoltre la perenne, scandalosa gestione sindacale dei sindacati complici che, continuando a sostenere gli appalti e i loro interessi, aggiungono al danno la beffa poiché di fatto hanno determinato la macellazione sociale della nostra categoria.
E' matematico: con i pochi fondi che intende stanziare il Miur, oggi l'internalizzazione non è più solo una richiesta basata su un diritto dei lavoratori ma, affiancata dal prepensionamento di molti ex Lsu Ata vicini all'età pensionabile, costituisce l'unica strada per salvare migliaia di posti di lavoro. Noi, di andare a casa dopo tanti anni di lotta e di sacrifici, non ci pensiamo proprio e ci faremo sentire.


Liberazione 10/03/2011, pag 15

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