Fabio Sebastiani
Perché ce l'hanno così tanto con voi?
Sarebbe bello saperlo. Evidentemente perché rappresentiamo ancora un ostacolo per certi inconfessabili progetti.
La condanna che cosa riguarda?
Si tratta di una condanna contro dodici lavoratori a seguito del reato di occupazione di proprietà privata. In pratica, o tre mesi di carcere o il pagamento di una sanzione piuttosto salata, di più di settemila euro, più di un anno di cassa integrazione.
Occupazione di proprietà privata?
Questa accusa ci lascia un po perplessi per la verità. Si tratta dei lavoratori che la notte dell'irruzione di Samuele Landi, al comando di una squadra di gente piuttosto decisa allo scontro, si trovavano in assemblea permanente nei locali di Eutelia. Sono quelli che poi hanno chiamato la polizia, che a sua volta non ha identificato i lavoratori in assemblea permanente ma chi aveva eseguito l'irruzione. Insomma, la polizia portò via chi tentò di metterci fuori dalla sede. Da quell'episodio è partita una indagine di ufficio di cui i colleghi non erano nemmeno a conoscenza, che poi ha portato alla condanna in primo grado. Non era una occupazione ma la difesa del posto di lavoro. Tutte le mattine c'era lì la polizia a controllare. Se noi non avessimo presidiato alcuni documenti importanti per i processi che poi ci sono stati a carico della proprietà sarebbero andati persi. Questo ce l'ha riconosciuto la Guardia di Finanza.
Continuano i lati oscuri di questa vicenda.
Questa vicenda è piena di lati oscuri. Non è il primo e non sarà l'ultimo. L'ultima notizia, di qualche mese fa, lo voglio ricordare, parla di una talpa nell'ufficio dell'autorità investigativa che passava le informazioni agli imputati. Un poliziotto prendeva soldi per passare le informazioni sullo sviluppo delle indagini.
Samuele Landi, intanto, è ancora latitante a Dubai.
Forse non è possibile un mandato di cattura internazionale per quel tipo di reati. Però qualcosa va fatto. Vorremmo scrivere al consolato degli Emirati arabi e spiegare che cosa è successo. Non ho capito perché nessuno si muove.
Intanto prosegue la situazione di incertezza.
Scopriamo proprio in questi giorni, nonostante le rassicurazioni del ministero, che i due bandi per Agile e Eutelia non sono insieme. La continuità, invece, sarebbe stato un elemento importante. E' chiaro che l'obiettivo, di chi sta facendo pressioni, rimane quello di ripulire Eutelia e di rimetterla sul mercato per lucrare dalla vendita. La continuità avrebbe messo in condizione qualche imprenditore di fare una offerta seria. Adesso arriverà chi è pronto ad accaparrarsi la rete di tredicimila chilometri di Eutelia. Sappiamo dell'interessamento di Finmeccanica. E spunta pure una cordata di imprenditori che ci riporta ad Arezzo, sede della vecchia proprietà.
Eppure le sentenze lasciavamo presagire che la situazione si sarebbe ristabilita a vostro favore
Si è vero. Il 10 febbraio è anche arrivata la condanna per bancarotta fraudolenta per quattro dirigenti. L'unica sentenza contraria è stata quella dell'appello dell'articolo 28 che ha ribaltato la senza di primo grado, che aveva imposto la rimozione degli effetti, e quindi il licenziamento. Invece, è passata la tesi della cessione del ramo d'azienda. Dal punto di vista legale il reintegro non è possibile, ma è possibile dentro un piano industriale. Due governi opposti hanno sempre sostenuto che il progettto di integrazione era importante per il Paese. Da parte nostra abbiamo chiesto una audizione alla Camera dei deputati per presentare il nostro progetto. Su questo abbiamo fatto già una assemblea nazionale. Non sono venuti gli imprenditori. E' stato un peccato. Almaviva poteva prendere in considerazione la vicenda.
Qual è la situazione dopo tutti questi mesi di cassa integrazione?
La situazione dopo un anno di cassa integrazione non è delle migliori. Ma è vero che questa vicenda delle multe un po' ci ha ricompattato. Non è facile, ma andiamo avanti.
Liberazione 26/03/2011, pag 9
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