martedì 29 marzo 2011

L'ultimo treno per il Sud

Servirail

Quanto sta accadendo alla Servirail Italia ex Wagons-Lits conferma ancora una volta la discriminazione nei confronti del Meridione. Siamo un gruppo di lavoratori delle unità operative di Bari e di Messina. La nostra azienda gestisce in appalto da Trenitalia il servizio di accompagnamento notte delle vetture Letto, delle vetture grand confort e delle cuccette T6 su tutto il territorio nazionale. A noi, c'è da dire in premessa, viene applicato lo stesso e identico Contratto dei dipendenti Trenitalia grazie al passaggio nel Contratto di confluenza delle attività ferroviarie, in più non facciamo parte del cosiddetto "indotto" ovvero delle attività che ruotano attorno la Ferrovia, ma rappresentiamo un vero e proprio settore ferroviario ovvero il Settore dei treni notte.
Da diversi anni questo tipo di servizio ferroviario sta subendo un processo lento e inesorabile di ridimensionamento che non ha altro sbocco se non nella sua prossima chiusura, nonostante grazie a nuove carrozze letto si sia riusciti ad avvicinare nuova clientela come quella business. Da anni dobbiamo sottostare a procedure di mobilità, a minacce di licenziamenti, a contratti di solidarietà. Uno stress non indifferente da sostenere. Da anni non siamo in grado di programmare la nostra vita e ci sentiamo più precari dei cosiddetti "atipici", quelli che un contratto non l'hanno mai visto. Abbiamo fatto tanti sacrifici per conservarci uno straccio di posto di lavoro. Tutto va bene, diciamo, purché si lavori tutti! Trenitalia, da parte sua, continua a tagliare servizi, riducendo treni e vetture con un particolare accanimento sulla linea tirrenica.
La Puglia, fino ad ora, era stata toccata in maniera marginale da questa nuova politica di riduzione dell'offerta del prodotto notte tanto è vero che, a conferma della enorme produttività della sezione pugliese, siamo stati in grado di prestare un servizio, il Lecce/Torino/Lecce ex Tr 906/907, ad altre unità operative al fine di ridurre al minimo la quantità di "regime di solidarietà" a loro applicata che per Roma è del 30% mentre per Bari è solo del 16%, la più bassa d'Italia! Nonostante l'abnegazione al sacrificio che abbiamo dimostrato, la Servirail Italia ha deciso di risolvere i suoi problemi finanziari chiudendo le sezioni di Messina, 85 unità, e di Bari con 45 dipendenti. Alla luce di quanto illustrato precedentemente riesce difficile capire come possano essere Bari e Messina l'agnello sacrificale eletto a salvatore di tutta l'economia aziendale. Proprio i pugliesi, per esempio, hanno sempre dato un esempio di modernità organizzativa e produttiva! Ancora una volta il meridione deve pagare?
Da anni accompagnamo i nostri conterranei e non solo, nei viaggi verso il nord e dal nord per lavoro, vacanze, sport, malattie. Da decenni siamo il biglietto da visita della regione Puglia e della regione Sicilia per le migliaia di turisti che raggiungono la nostra terra con il treno e forse tutto questo fra pochi giorni sarà solo un ricordo.
Un altro grande paradosso che caratterizza la vicenda è che Trenitalia si appresta ad assumere ben 1.000 persone entro quest'anno ma di noi non ne vuole sapere. Non vuole accollarsi l'assunzione di 130 persone che vivono nel settore ferroviario da decenni, svolgendo lo stesso lavoro svolto dai suoi dipendenti! Assorbendo noi riuscirebbe a risparmiare centinaia di migliaia di euro in formazione ed ore di lavoro visto che, nella sostanza, la nostra estrema specializzazione ci permetterebbe di essere già quasi pronti ed operativi!
Vogliamo ricordare che nel 2005 in un periodo di simile crisi, fu siglato un accordo al ministero con tutti i sindacati e con l'azienda allora "Wagon-Lits", che prevedeva l'assorbimento da parte di Trenitalia del personale in esubero dell'allora Wagon-Lits.
E' inaccettabile la concentrazione dei tagli sui lavoratori pugliesi e siciliani, Trenitalia, con la rimodulazione e la conseguente riduzione dell'offerta dei "servizi notte", non ha soppresso le tratte quotidianamente gestite dal personale di Bari (sulla Sicilia sta riconsiderando la questione) e non si comprende, a maggior ragione, il motivo per il quale, persistendo le tratte, la copertura del servizio debba essere svolto attivando lo spostamento di personale da altre sedi con costi aggiuntivi per l'azienda.
Già il 23 febbraio gli assessori della Regione Puglia al Lavoro e alla Mobilità avevano incontrato la delegazione sindacale dei lavoratori e scritto una lettera alle direzioni della società e di Trenitalia e ai ministri del Lavoro e delle Infrastrutture sollevando alcune anomalie nelle procedure di mobilità e richiedendo di rimodulare il piano, con una più distribuita ripartizione del territorio.
Oggi occorre fare fronte unico. Abbiamo tentato di tutto, negli ultimi tempi abbiamo scioperato, abbiamo protestato, abbiamo costituito un "Comitato spontaneo", abbiamo manifestato, abbiamo divulgato la nostra situazione su giornali e tv, abbiamo chiesto anche un collegamento con la trasmissione Rai "Anno Zero", abbiamo chiesto ed abbiamo anche ricevuto l'aiuto della politica locale, dal presidente della provincia al sindaco, al presidente del consiglio comunale, abbiamo presidiato in ufficio Servirail in concomitanza con tutte le altre sezioni d'Italia facendo assemblea permanente per parecchi giorni, non garantendo la nostra presenza a bordo treno, causando così disagi enormi a Trenitalia la quale ha anche avvisato con comunicati ufficiali i clienti di possibili disagi per le nostre proteste; sempre insieme a tutte le altre sezioni d'Italia abbiamo manifestato ed urlato in coro i nostri diritti sotto la sede di Trenitalia a Roma, il giorno della riunione con il ministro Matteoli e l'amministratore delegato di Trenitalia Moretti, riunione ottenuta grazie alle proteste emerse dalle assemblee permanenti di tutte le sezioni d'Italia eseguite da tutti i lavoratori Servirail ed anche grazie a tutti i sindacati. E ora?
Un gruppo di lavoratori Servirail


Liberazione 24/03/2011, pag 16

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