lunedì 31 gennaio 2011

Allarme giovani, uno su tre è disoccupato

L'Istat: il 28,9% delle persone tra 15 e 24 anni è senza lavoro. Record dal gennaio 2004, il 2,4% in più sul 2009
Beatrice Macchia
Decisamente no, l'Italia non è un paese per giovani. Ben lo sanno studenti e precari, che a dicembre, in occasione dell'approvazione della controriforma Gelmini sull'università, sono scesi in piazza e sono saliti sui tetti, durante una protesta che è durata settimane. Rabbia e frustrazione erano la cifra di quella protesta, che il presidente Napolitano ha voluto raccogliere facendola diventare il paradigma di un paese che rischia di restare bloccato se non saprà dare risposte concrete. Si vedrà se le risposte arriveranno e quali. Nel frattempo un'altra doccia fredda: l'aumento record per la disoccupazione giovanile.
Il tasso dei senza lavoro tra i giovani dai 15 ai 24 anni è salito a novembre al 28,9%, il livello più elevato dal gennaio del 2004, ovvero dall'inizio delle serie storiche mensili. Il brutto dato arriva dall'Istat (stime provvisorie, basate su un campione), secondo il quale il tasso aumenta «di 0,9 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a novembre 2009».
Insomma, la disoccupazione picchia duro tra i ragazzi, ma non cede nemmeno sul resto della popolazione. Infatti, per quanto riguarda il dato generale, «il numero delle persone in cerca di occupazione risulta in diminuzione dello 0,4 per cento rispetto ad ottobre e in aumento del 5,3 per cento rispetto a novembre 2009. Il tasso di disoccupazione, pari all'8,7 per cento, diminuisce rispetto a ottobre di 0,1 punti percentuali; in confronto a novembre 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,4 punti percentuali».
Nel dettaglio risulta che «a novembre 2010 il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,1 per cento rispetto a ottobre e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il tasso di inattività, pari al 37,8 per cento, è invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre 2009». Maschi e femmine? presto detto: «La disoccupazione maschile risulta in diminuzione del 2,1 per cento rispetto al mese precedente e in aumento del 5,5 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il numero di donne disoccupate aumenta dell'1,5 per cento rispetto a ottobre e del 5 per cento rispetto a novembre 2009. Il tasso di disoccupazione maschile è pari al 7,8 per cento, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a novembre 2009. Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 10 per cento, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,3 punti percentuali su base annua». Insomma, forse non è un paese per nessuno. Tranne che per il ministro Sacconi, che preferisce vedere il bicchiere mezzo (si fa per dire) pieno. «L'indagine Istat mensile disegna un quadro della occupazione sostanzialmente stabile. Il modesto aumento degli occupati - relativamente al mese di novembre su novembre 2009, comunque per la prima volta dall'inizio della crisi - dovuto alla componente femminile, si confronta con il consolidarsi della disoccupazione giovanile soprattutto nel Mezzogiorno». Nei prossimi giorni il governo, assicura il ministro, incontrerà le Regioni per definire l'impiego degli ammortizzatori sociali. E sempre nei prossimi giorni, si riunirà la cabina di regia per l'attuazione del Piano nazionale per l'occupabilità dei giovani.
Per Paolo Ferrero (Prc-Fds), al contrario, il fatto che un giovane su tre sia disoccupato configura «una situazione inaccettabile in un paese civile. Noi proponiamo - incalza Ferrero - di fare un piano per il lavoro basato su due interventi: da un lato la messa a norma di tutti gli edifici pubblici sia sul piano della sicurezza che sul piano del risparmio e della autonomia energetica. Dall'altro un piano di
riassetto idrogeologico del territorio e di valorizzazione del patrimonio forestale. Si potrebbe così creare mezzo milione di posti di lavoro e determinare quindi una vera uscita dalla crisi. Noi proponiamo questo e il governo che fa? Chiacchiere e quando protestano manganellate».
Allarmati anche anche i consumatori. I presidenti dell'Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, sottolineano in una nota congiunta: «E' una situazione tragica che necessita risposte adeguate da parte del governo». Mentre di «vera e propria emergenza nazionale» parla invece Cgil.


Liberazione 08/01/2011, pag 3

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