venerdì 21 gennaio 2011

Fiat, peggio che a Pomigliano La Fiom non firma per Mirafiori

Fim e Uilm siglano l'accordo: i rappresentanti sindacali saranno «nominati» non più eletti. Abolite le Rsu
Maurizio Pagliassotti
L'Italia che scivola nell'abisso dell'arbitrarietà padronale si trova al primo piano dell'Unione Industriale di Torino: qui ci sono operai inferociti che insultano i sindacalisti perché la pausa del panino loro la fanno. Agli operai, invece, i signori dei sindacati moderni, propongono di sgobbare dieci ore filate in catena. Ci sono i delegati stessi che per buona educazione si ignorano ma è evidente che preferirebbero passare alla vie di fatto. Ci sono gli inflessibili industriali, molto cortesi e molto piemontesi, che chiacchierano. Ci sono i giornalisti che dicono peste e corna della Fiat ma poi ammorbidiscono i toni nei pezzi che finiranno sui giornali.
Al primo piano dell'Unione industriale di Torino non si firma l'accordo separato sul futuro di Mirafiori, bensì molto di più, per questo l'odio si taglia con il coltello. Si firma l'accordo relativo ai diritti dei lavoratori da domani: esisteranno solo i sindacati preventivamente d'accordo con i padroni. E' il colpo di mano finale della Fiat che oltre a voler spazzare via la Fiom mette anche dei paletti netti a coloro che oggi firmano, ma che magari un giorno potrebbero anche ricordarsi di essere rappresentanti dei lavoratori. E quindi decidessero di sindacare.
Alle tre del pomeriggio Federico Bellono, segretario provinciale Fiom, livido in volto racconta la novità del "foglio bianco" di Marchionne: "A Mirafiori saranno rappresentante solo quelle sigle che firmeranno l'intesa. Non stiamo discutendo del contratto nazionale ma del sistema di regole pattizio tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria del '93. Si restringono in questo modo gli spazi di democrazia all'interno dell'azienda e credo che anche le altre organizzazioni, per lo meno quelle confederali, ne dovrebbero tenere conto."
Claudio Chiarle durante una delle pause caffè, ne tiene conto così: "Per i diritti del sindacato non possiamo buttare a mare l'investimento a Mirafiori, che significherebbe lenta agonia e morte di Torino. Bisogna trovare un percorso chiaro per recuperare le condizioni esistenti sulla rappresentanza sindacale."
Dice proprio così "i diritti del sindacato". Ma non erano i diritti dei lavoratori a dover essere rappresentati sopra ogni cosa?
Altra chicca: abolizione delle Rsu. Al loro posto le Rsa, nominate dai sindacati firmatari dell'accordo e non elette dai lavoratori.
Passa il tempo e gli uomini della Fiom si dicono "disgustati" da quanto accade, si fanno scappare moti di rabbia. Non riescono ad accettare che i loro colleghi confederali impacchettino il loro futuro dentro i voleri Fiat: "Non si rendono conto che oggi tocca a noi e domani sarà il loro turno. Oppure un sindacato pensa che da qui al futuro remoto sarà sempre d'accordo con la Fiat?"
I pochi operai fuori dall'Unione Industriale masticano amaro e sperano "che tutto finisca in merda, nel modo peggiore possibile. Poi ce la vediamo in fabbrica durante le assemblee. Sempre che ce la facciano fare."
Il finale che un po' tutti si aspettano arriva alle sei e un quarto: "Se non ci saranno ripensamenti dell'ultima ora, che in questo momento mi sento di escludere, la Fiom non firmerà l'intesa su Mirafiori." E infatti ripensamenti non ce ne sono. Partita chiusa, anche se non è mai stata aperta.
Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro e Welfare per il Prc: "Le notizie che giungono da Mirafiori sono di una gravità inaudita. Non solo si ripresentano peggiorati gli stessi contenuti di Pomigliano ma addirittura si pretende di escludere dalla rappresentanza chi non sta al ricatto. E' ancora più urgente convocare lo sciopero generale."
Al mattino Eros Panicali, segretario generale della Uilm, aveva auspicato un "regalo di natale" per i lavoratori di Mirafiori. E' stato prontamente accontentato e il pacco natalizio non è solo per gli operai Fiat ma per tutti i lavoratori italiani. Troppa grazia.

Liberazione 24/12/2010, pag 6

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