lunedì 31 gennaio 2011

Cgil, oggi l'incontro con la Fiom su Fiat ma il nodo è la strategia

Segreteria divisa e Camusso con poche frecce. Attesa per il direttivo del 15
Fabio Sebastiani
La Fiom non firmerà comunque l'accordo sullo stabilimento di Mirafiori, indipendentemente dal risultato del referendum che l'organizzazione considera «illegittimo». Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, aveva già espresso questa posizione così "radicale" sulla vicenda Fiat. Ma ripetuta alla vigilia dell'incontro tra la segreteria della Cgil e quella della Fiom assume un valore del tutto particolare.
La segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha chiesto con insistenza alla Fiom la firma "tecnica". Ed è con questa posizione che oggi andrà al confronto con le tute blu ben sapendo di non riuscire a fare troppa breccia nell'organizzazione sindacale. Il risultato sarà il più classico "nulla di fatto". Tuttavia, servirà come test per valutare il clima interno. I segretari nazionali dovranno infatti fare i conti con una precisa regola dello Statuto della Cgil che vieta l'adesione ad accordi che mettono in discussione i diritti indsponibili. E l'accordo separato Fiat è uno di questi. Il principio è stato ribadito ultimamente proprio da Nicola Nicolosi, membro della segreteria nazionale della Cgil.
Rimane il punto politico su come andare avanti. E' chiaro, infatti, che c'è bisogno di una strategia generale in grado di togliere la Cgil dall'angolo e sottrarre la Fiom al clima da linciaggio. Escluso lo sciopero generale e la mobilitazione, la proposta di ripartire dalla legge sulla rappresentanza non sembra essere in grado, da sola, di ridare alla Cgil la forza giusta in questa direzione. La Cisl si oppone fortemente ad una soluzione legislativa. E comunque diffcilmente mollerà l'arma degli accordi separati, che le hanno consentito di portare a casa tanti "risultati" utili nel quadro del modello neocorporativo.
Sono due gli appuntamenti in cui il tema sarà oggetto di discussione: uno, informale, l'assemblea delle Camere del lavoro in programma a Chianciano martedì e mercoledì prossimi, e il Direttivo nazionale della Cgil convocato per sabato 15 gennaio (a ridosso dei risultati del referendum a Miragiori). Sarà in questa sede formale che la Cgil potrebbe arrivare a una proposta finale sulla rappresentanza. Anche in questo caso rimane il nodo del referendum sugli accordi, proposto dalla Fiom e non previsto dalla Cgil.
Non è escluso, quindi, che potrebbe tornare a riaccendersi un confronto proprio sulle strategie generali e sullo sciopero generale. Molte categorie sono in difficoltà. Stanno sperimentando sulla loro pelle una difficilissima convivenza con la Cisl, come nel caso del Pubblico impiego che deve subire il blocco, politico, proprio delle elezioni delle rappresentanze sindacali dei lavoratori. Aiuti alla Camusso non sembra che possano arrivare nemmeno dalla Confindustria, che in questo momento è impegnata a non perdere pezzi. Dopo la defezione di Fiat anche Finmeccanica è sul piede di guerra.
«Abbiamo chiesto l'incontro alla Cgil - afferma Landini - perchè non siamo solo di fronte a un brutto accordo ma a una novità assoluta, alla messa in discussione dell'esistenza del sindacato confederale. È a rischio il sistema della rappresentanza democratica, questa vicenda non riguarda solo i metalmeccanici, dobbiamo decidere che cosa fare». Landini si dice convinto che la Cgil metterà in campo tutto il suo impegno per la riuscita dello sciopero dei metalmeccanici proclamato per il 28 gennaio. «Sono manifestazioni regionali - ha detto rispondendo a una domanda sulla presenza alle iniziative della giornata del segretario generale della Cgil Susanna Camusso - ma non ho dubbi sull'impegno della Cgil così come c'è sempre stato. Tutti dicono che quell'accordo è inaccettabile. Anche la Cgil condivide la nostra posizione sul fatto che è un ricatto». Oggi quindi si discuterà anche delle iniziative da mettere in campo «a difesa dei lavoratori» dopo lo sciopero del 28. Sciopero generale di tutte le categorie? «L'abbiamo già chiesto - dice Landini - la discussione adesso deve affrontare quello che è successo e che cosa fare».
Più netto il giudizio di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom: la segretaria generale della Cgil «o ha il coraggio di far fuori la Fiom oppure la deve sostenere. E non può continuare a non rispondere nulla a Cisl e Uil che hanno chiesto la testa dei metalmeccanici della Cgil».


Liberazione 09/01/2011, pag 2

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