"La Cgil che vogliamo" torna a chiedere la convocazione del direttivo nazionale
«La Cgil convochi urgentemente un Direttivo straordinario «per una discussione a tutto campo sullo scenario che si sta determinando e sull'azione di contrasto da mettere in atto» contro la strategia Fiat. Gianni Rinaldini, leader dell'area di minoranza di Corso d'Italia, "La Cgil che vogliamo", aveva già sollecitato l'organizzazione sindacale ad aprire il confronto su questa fase così delicata. Ieri è tornato a farlo con maggior forza, anche perché si profila all'orizzonte una non meglio precisata «riunione dei segretari generali della Cgil con all'ordine del giorno lo stato della contrattazione, leggasi vicenda Fiat», che agli occhi dell'opposizione interna appare come l'ennesimo strappo alle regole interne dell'organizzazione. «Si consolida così una diffusa ma non per questo meno deprecabile pratica di prese di posizione, valutazioni e decisioni o a mezzo stampa o in organismi spuri, di natura non statutaria», aggiunge. Alla riunione, rimarca ancora Rinaldini, l'Area programmatica di minoranza «non è stata nemmeno convocata, assecondando la moda imperante di estromissione del dissenso dalle sedi di discussione». La "Cgil che vogliamo", per questo, «considerando scandaloso che , di fronte alla gravità dell'attuale situazione, la Cgil non senta il dovere politico di convocare il Direttivo per una discussione a tutto campo sullo scenario che si sta determinando e sull'azione di contrasto da mettere in atto, ribadisce la richiesta già espressa della convocazione urgente e straordinaria del Direttivo Nazionale».
Che sulla vicenda Fiat si stiano scaldando i motori per uno scontro interno piuttosto rilevante non è un mistero per nessuno. Ma con il passare delle ore il perimetro dei personaggi coinvolti si allarga sempre di più, fino ad alcuni "ex", come Sergio Cofferati. All'inizio era stata la sola categoria dei pensionati (Spi-Cgil) a scendere a fianco delle tute blu della Cgil. Poi si è aggiunta la Fp-Cgil. L'ultima è la presa di posizione di Nicola Nicolosi (vedi intervista sotto, ndr), membro della segreteria nazionale. E' in atto un «sommovimento». La speranza è che si arrivi a discutere di merito prima che vengano issate le "bandiere". Non c'è dubbio, però, che si è perso del tempo prezioso.
Secondo Carlo Podda, ex-segretario proprio della Funizone pubblica, sulla vicenda Fiat «ha ragione chi sostiene che non ci si può limitare ai soli "no" e che la Cgil deve avanzare le propria autonoma proposta, ma non credo che questo compito possa essere assolto dalla sola Fiom o peggio ancora dai singoli lavoratori degli stabilimenti Fiat, sottoposti a quello che molti definiscono un vero e proprio ricatto». Podda definisce «doveroso che in Cgil ci si confronti su quanto sta avvenendo e che si eviti la dolorosa e costante esposizione dell'organizzazione tramite un dibattito a mezzo stampa duro quanto improduttivo». «La vicenda Fiat - aggiunge - ha assunto una dimensione tale da rappresentare uno spartiacque» perchè «le trattative su Mirafiori e Pomigliano, sia per la mutazione radicale delle relazioni sindacali che operano, che per gli interventi contenuti nel campo dei diritti e delle tutele dei lavoratori, condizioneranno pesantemente il futuro del sistema produttivo italiano e dei rapporti tra le parti sociali». Insomma, anche lui propende per la tesi dello "spessore del tema". «In attesa di discutere al più presto del caso Fiat, e del più generale attacco al sistema di relazioni sindacali e al contratto nazionale, in Comitato Direttivo della Cgil, credo - conclude Podda - sia utile aprire tutti gli spazi di confronto possibili all'interno dell'organizzazione. Utile e doveroso».
Un momento interessante di confronto sarà sicuramente l'assemblea della Camere del lavoro convocata l'11 e il 12 gennaio a Chianciano. Secondo Antonio Mattioli, membro della segreteria dell'Emilia Romagna, «siamo di fronte a uno scenario senza precedenti, senza una proposta sulla democrazia e sul modello contrattuale discussa e condivisa dentro la nostra Confederazione e con la generalità del lavoro dipendente». Infine, ieri La Cgil del Piemonte ha dichiarato di voler sostenere le iniziative della Fiom, a cominciare dal presidio in programma a Torino, nella centrale piazza Castello, nel giorno dell'Epifania.
Fa. Seba.
Liberazione 05/01/2011, pag 2
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