venerdì 21 gennaio 2011

Voci da Mirafiori: «Stanno esagerando»

Aspettando la consultazione delle Rsu, sapendo di subire "una stetta" dei diritti
Maurizio Pagliassotti
"Torino, intatta nella sua virilità morale, nella sua disciplina fattiva, saprà superare la crisi e sviluppare i compiti che la Patria le ha assegnato." Questo è un passo della lettera che Giovanni Agnelli scrisse a Mussolini dopo i bombardamenti su Torino. Era il 5 febbraio 1943. Passano i decenni e la debolezza della Fiat verso l'autoritarismo rimane, oggi un po' meno grezzo di ieri perché annacquato dentro la retorica della democrazia in fabbrica, il referendum, la volontà dei lavoratori….
Ma cosa può sperare la Fiat dalla consultazione che si terrà a Mirafiori tra poche settimane? Dopo aver subito la sconfitta di Pomigliano, Marchionne ed i suoi sindacalisti hanno abbassato l'asticella del loro autoreferenziale trionfo ad un più modesto cinquantuno per cento. Se però si guarda la composizione delle Rsu attualmente in carica l'assenso ai voleri Fiat dovrebbe essere bulgaro, oltre il 70%. Fim Cisl è il primo sindacato presente in fabbrica, con il 25,5%. Segue la Fiom, 22,2%, poi Fismic, 19,1%, Uilm e Ugl appaiate al 13,1% ed infine i Cobas dati al 7%.
Rino Mercurio, delegato Fiom alle Carrozzerie, si dice sicuro di un esito non scontato: «Marchionne e la Fiat questa volta hanno esagerato. E' vero che oggi il loro volere è punire la Fiom ma questo mette paura ai miei colleghi, anche di Fim e Uilm. Il loro timore è che in futuro gli accordi sottoscritti possano portare ad una esasperazione degli animi dentro la fabbrica. E quindi chi oggi firma sarà poi costretto a sindacare perché pressato dalla base. Chi si addosserà questo pericolo?». Mercurio racconta cosa potrebbe in futuro costringere Fim e Uilm a rivedere le loro posizioni e ad andare contro la Fiat. Dice: "Si possono fare due esempi, uno in tempi brevi ed uno al 2012, anno in cui ci sarà la rivoluzione di Marchionne. Ad aprile verrà abolita una pausa di dieci minuti: ci saranno proteste perché già così il ritmo di lavoro è molto serrato. Saranno pochi quelli che saranno contenti di sgobbare con solo tre pause in cambio di venticinque euro in busta paga. Nel 2012 invece le nostre vite saranno stravolte: oltre a spremerci come limoni i ritmi di vita saranno rivoltati perché subentreranno turni notturni obbligatori e turni da dieci ore. Il tutto comunicato dall'azienda con poche settimane di anticipo. Non è ipotizzabile che questi cambiamenti non portino ad un malcontento che però non troverebbe uno sfogo data l'assenza della Fiom. La domanda mia e dei miei colleghi è ossessivamente una: chi oserà andare contro la Fiat?"
Il solo problema dei "pipistrelli", gli operai che lavorano solo di notte per scelta, necessità di reddito maggiore, incastri famigliari particolari, pare destinato a creare sacche di scontento gravi. La loro figura è destinata a scomparire dato che tutti gli operai dovranno sottostare ad una programmazione ultraflessibile. Sempre Mercurio: «I pipistrelli non sono tra coloro che accettano questo accordo; per loro è un perdita grave, e di riflesso lo è per tutti noi. Siamo molto preoccupati dalla totale flessibilità dei turni e soprattutto dalla notte. Non tutti riusciranno ad adeguarsi a cambi bioritmici legati alla domanda del mercato».
Non fa breccia la propaganda riguardante l'aumento di stipendio. Sempre Mercurio: «Questo è il punto che più fa arrabbiare me ed i colleghi. Da quanto ho capito a fronte di maggiore lavoro ci saranno più soldi, punto. Ascoltando i telegiornali e leggendo i giornali si capisce invece che la Fiat abbia deciso unilateralmente di fare aumenti di stipendi generalizzati. A scanso di equivoci è bene dire che la paga base rimarrà invariata. Faremo un vita infernale, senza nessuna possibilità di programmare alcunché all'infuori dei nostri turni di lavoro. Più rifletto su questo aspetto e più vedo nero il mio futuro».
Sull'esito del referendum grava la chiusura della fabbrica e quindi l'impossibilità per i lavoratori di poter conoscere le critiche della Fiom e dei sindacati di base. La propaganda a Torino sta raggiungendo livelli così totali da ricordare altri periodi storici. Tralasciando gli entusiasmi del sindaco uscente Chiamparino è interessante affrontare quelli dei suoi candidati successori. Per Roberto Placido, la colpa è del sindacato inadeguato e non moderno. Fassino: «Accordo non solo importante ma necessario. L'azienda però farebbe bene a non discriminare nessuno». Davide Gariglio: «La posizione della Fiom non è ottimale, comunque accordo positivo». Questi sono quelli di "sinistra". A destra la musica non cambia, evitano però la difesa "dovuta" della Fiom. Procedono intanto le manovre parallele per chiudere i conti completamente con il sindacato metalmeccanico della Cgil. La "pulizia" interna alla fabbrica dovrebbe essere completa fra due anni. Le voci che circolano confermano un piano di prepensionamento lungo per circa mille e cinquecento operai e l'ingresso di altrettanti giovani. Forse anche di più se il Suv Fiat avrà successo. Verrebbe così espulsa la generazione più stanca e più politicizzata e dentro entrerebbero plotoni di giovani affamati di lavoro a qualsiasi condizione. Giovani che in questo momento rappresentano lo zoccolo duro dell'Ugl a Mirafiori. Nel breve periodo invece è prevista nella prima settimana di gennaio una proto "marcia dei quarantamila", organizzata dai sindacati firmatari. Il tutto per arrivare sulle ali del consenso generale alle assemblee interne, rigorosamente separate, che si terranno dopo il quindici gennaio. Voto poi dal diciotto al venti.

Liberazione 28/12/2010, pag 2

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