venerdì 10 giugno 2011

Contratti, la Fiom porta a casa un'altra vittoria davanti al giudice

Torino Il giudice è lo stesso che esaminerà il ricorso sul caso Fiat

Fabrizio Salvatori
E nove. La Fiom si aggiudica la nona causa contro l'accordo separato sul contratto nazionale firmato nel 2009. Una vittoria "di classe", stavolta, preché il giudice ha anche stabilito, nel dispositivo finale, che l'aumento salariale va pagato nella sua interezza, altrimenti si configurerebbe attività antisindacale.
L'azienda in questione è la Tayco, multinazionale di componentistica di Collegno con circa 500 dipendenti. Il giudice è Vincenzo Ciocchetti del Tribunale di Torino, lo stesso giudice che ha in mano il ricorso per la vicenda Fiat. «Mi sembra evidente - commenta Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom - che in Federmeccanica sono in campo apprendisti stregoni che poco conoscono le leggi e la Costituzione del Paese e rischiano di fare danno ai loro associati. Il contratto del 2009 è stato una forzatura alle norme, è inutile proseguire con logiche di rappresaglia. Non vorremmo che dopo i teoremi delle toghe rosse, Federmeccanica si associ inventando quello delle toghe in tuta blu. Si rispettino sentenze e contratti».
Le altre cause vinte dalla Fiom riguardano a Torino la Bulloneria Barge di Borgaro, con 86 dipendenti e, a Modena, Emmegi, Maserati, Rossi, Glem Gas, Ferrari, Case New Holland e Titan.
È il secondo ricorso - sottolinea Elena Poli, avvocato dalla Fiom-Cgil - che vinciamo a Torino. La particolarità di questa sentenza è che il giudice vieta all'azienda di sospendere gli aumenti retributivi sia nei confronti degli iscritti alla Fiom sia dei non iscritti che aderiscono al contratto del 2008». «Alla luce di queste importanti decisioni del tribunale - osserva Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom - spero che Federmeccanica lasci perdere le ritorsioni sui lavoratori ventilate in questi giorni e rilanciate anche a Torino da Vincenzo Ilotte, presidente dell'Amma. A Ilotte vorrei anche dire di condividere l'idea secondo cui a livello sindacale debba valere il principio di maggioranza, dove per maggioranza si intende ovviamente quella dei lavoratori che va verificata e certificata attraverso il voto».
Il quadro "giurisprudenzale" che esce da queste sentenze è molto chiaro: i trattamenti salariali migliorativi devono essere applicati a tutti i lavoratori, mentre la parte normativa ai soli iscritti ai sindacati firmatari dell'accordo separato.
E' per questo motivo che Federmeccanica ha deciso di contrattaccare a testa bassa valutando la possibilità di chiedere alle aziende contro le quali sono stati presentati i ricorsi di sospendere il pagamento di 68 euro di aumento mensile agli iscritti Fiom (110 euro a regime).
Immediata la replica del leader della Fiom, Maurizio Landini. «Se Federmeccanica bloccasse gli aumenti contrattuali - osserva - violerebbe l'articolo 36 della Costituzione e si aprirebbe un altro inutile contenzioso. E' la pratica degli accordi separati che con i ricorsi viene messa in discussione. Sarebbe meglio aprire subito il confronto per rifare un contratto unitario, condiviso da tutti i lavoratori e da tutte le organizzazioni sindacali. Noi ci siamo assunti l'impegno a presentare nei prossimi mesi la piattaforma».
Il tribunale di Modena ha poi accolto i ricorsi relativi a sette aziende: Emmegi, Maserati, Rossi, Glem Gas, Ferrari, Case New Holland, Titan. In tutto sarebbero un centinaio le imprese nelle quali si apre la prospettiva del doppio regime contrattuale.


Liberazione 27/04/2011, pag 6

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