Anzio-Nettuno e Velletri Asl Roma H
Publio Razza*
Da quando è arrivato come direttore generale il signor Alessandro Cipolla, i dipendenti dell'Azienda ospedaliera Asl Roma H, che è molto vasta, si sono visti decurtare i loro guadagni, in quanto spetterebbero loro compensi che equivalgono alle incentivazioni del 2008, 2009, per il 50% e tutto il 2010 e 2011 al 100%, inoltre mancano tutti i buoni pasto a partire dal febbraio 2009 ad oggi.
E' interessante sapere che ai medici invece - e comunque a tutti i laureati - sono stati regolarmente saldati, perché? Mi sono battuto, come sindacato e personalmente, per fare avere a tutti i lavoratori i loro compensi passati, anche con una raccolta firme che ha avuto successo, ma fino ad oggi nulla, perché?
Le liste di attesa per prendere appuntamento per una normale visita ambulatoriale superano tranquillamente anche i 12 mesi di attesa, mentre in altri ospedali romani si attende circa 90 giorni o poco più; questa è la situazione del distretto H 6 di Anzio e Nettuno (Roma), dove il 20 aprile il primario del Sit di Velletri annunciava con una assemblea presso gli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno che dal 1° maggio si sarebbe chiuso il centro trasfusionale dell'ospedale stesso, che serve un bacino di utenza di circa 100mila persone di inverno e fino a 300mila d'estate per Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia.
C'è da specificare che il 66% dei prelievi per trasfusione vengono fatti nell'ospedale di cui parliamo e il rimanente nella struttura di Velletri, che comunque non potrebbe garantire l'emergenza ove necessitasse, perché i 37 km di distanza dal Sit porterebbero all'aggravio di spese di trasporto del sangue, per le prestazioni di estrema necessità che dovrebbero essere garantite dal Centro di Velletri, ma che comunque, secondo i medici interessati del settore ematologico e del pronto soccorso, non potrebbero essere certe in quanto il bisogno di prove crociate e di tracciabilità del sangue stesso potrebbe ritardare inesorabilmente la trasfusione al paziente in gravi condizioni, stabilite dal servizio di triage. Le scorte di sangue, che rimarrebbero nell'ospedale, sarebbero di 6 sacche Rh negativo che, una volta trasfuse, verrebbero meno anche a quelle persone che hanno un sangue definito raro, cioè dello stesso gruppo sanguigno.
*dirigente sindacale Usb già Rdb-Cub della Azienda Asl Roma H
Liberazione 19/05/2011, pag 11
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