venerdì 10 giugno 2011

Una tenda verde per fare un miracolo

Verona Overmeccanica SpA

Fabio Pozzerle*
Se ci passi davanti, loro li trovi sempre lì, notte e giorno, sabato e domenica. Lì, ad occupare il posto lasciato vacante da una proprietà arrivata al capolinea, incapace di generare eredi. Lì, ad occupare ciò che consente loro di vivere: la Fabbrica. Sì, la loro Fabbrica, quella che le banche italiane non hanno voluto impegnarsi a salvare, anzi, quella che a loro spiegavano avesse un solo destino: il fallimento. Sono i 250 lavoratori della Overmeccanica SpA di Verona in assemblea permanente dal 3 marzo scorso. Da allora, la tenda verde che hanno montato davanti al cancello, per controllare chi e cosa entri od esca, è diventata il simbolo della loro tenacia e la bandiera che dà loro forza. Forza per combattere contro una finanza che è interessata a tutelare solamente se stessa, capace di raccogliere 2 mld per salvare il Banco Popolare di Verona, salvo poi non essere in grado di trovare 14 mln per proseguire con le commesse in essere e consentire all'ultima vera industria metalmeccanica della provincia di Verona di poter avere del tempo per trovare una soluzione.
Un'industria specializzata nella produzione di macchinari per la fabbricazione della carta, fondata ancora sul concetto tradizionale di produzione: dalla fonderia al montaggio finale. Il tutto fatto con manodopera propria, perché serve tanta esperienza per fondere cilindri in ghisa di 3-4 metri di diametro, lunghi 7-8 metri che devono essere a tenuta stagna per poi lavorarli su macchine utensili di grandi dimensioni, dove sbagliare significa buttare centinaia di migliaia di euro. Il controllo interno delle lavorazioni e l'assenza di precarietà ha permesso di ottenere risultati qualitativi tali da consentire di competere coi colossi tedeschi e finlandesi del settore, che di lavoratori ne contano a migliaia.
Macchinari complessi, lunghi centinaia di metri dei quali ne basta uno per fare il fatturato di un anno. Serve molta forza di volontà per conservare tutto questo di fronte ad una imprenditoria pressoché assente, di fronte ad una Confindustria che ha, oramai, deciso di svestirsi del proprio ruolo di rappresentanza sociale per vestire i panni del sindacato dei servizi del caro Sacconi. Serve tenacia per non farsi prendere dallo scoramento, vista la presenza di istituzioni incapaci di costruire una proposta diversa da quella che garantisce gli ammortizzatori sociali, conditi con la pacca sulle spalle della solidarietà istituzionale e con la rassegnazione prona alle leggi del mercato.
Di fronte alla totale assenza di una politica industriale che pensi veramente a dare un futuro al paese e alle nuove generazioni, "quelli della tenda verde" hanno saputo contrapporre una tenacia che ha fatto spuntare due acquirenti interessati a rilevare l'attività, con l'amara constatazione che nessuno dei due sia italiano.
Purtroppo accade sempre più spesso, talmente spesso che diventa difficile pensare si tratti di un semplice caso. Appare ormai evidente che siamo in presenza di una politica scientificamente pianificata che toglie le imprese alle nazioni vicine, facendosele proprie e garantendo i posti di lavoro ai loro cittadini togliendoli agli altri. Ancora una volta a comperarsi un pezzo d'Italia sono le due nazioni più grandi d'Europa, quelle che ci stanno sbeffeggiando in questi giorni coi grotteschi blocchi dei treni alle frontiere per impedire il passaggio dei rifugiati: la Francia e la Germania. Infatti, puntuali come orologi svizzeri, questi ultimi, bontà loro, si accontentano di comperare le piccole aziende, ecco arrivare la francese Abk Machinery e la tedesca Gapcon le quali considerano Over il tassello necessario per attaccare i primi della classe, i colossi del settore.
Per i nostri imprenditori privi di idee e di stimoli, per le nostre banche disinteressate a dare un futuro al paese, interessatissime a darlo invece a loro stesse e agli speculatori, Overmeccanica doveva essere già fallita. Ma la tenacia dei lavoratori non ha permesso solamente questo. Il loro persistere ha portato la refrattaria Verona a stringersi attorno a quella tenda in una gara di solidarietà, sorta dietro al "Comitato di solidarietà per le lavoratrici e i lavoratori della Overmeccanica", nato su iniziativa della sezione provinciale di Rifondazione Comunista e del suo instancabile segretario Fiorenzo Fasoli, che sta raccogliendo beni di prima necessità e offerte per sostenere economicamente quelle famiglie che stanno soffrendo l'assenza di tre mesi di stipendio.
Una tenda verde, una semplice tenda verde, è bastata a fare tanti piccoli miracoli nell'attesa che si realizzi quello principale: il salvataggio della Fabbrica e dei posti di lavoro. Ci siete vicini, molto vicini, ragazzi. Non mollate!
*segretario Fiom Cgil Verona


Liberazione 21/04/2011. pag 10

Nessun commento:

Posta un commento