mercoledì 15 giugno 2011

Opposizione sociale metropolitana possibile

A Roma la protesta dei precari della rete Reddito

Daniele Nalbone
«I precari non vogliono sconti». «Noi la Gerit non la paghiamo». Il tutto condito da lancio di ortaggi e uova. Così, tra slogan e striscioni, ieri mattina circa duecento precari della rete Reddito per tutti hanno "assaltato" la sede di Roma della Gerit/Equitalia, in viale Palmiro Togliatti, «uno dei luoghi simbolo di questa crisi» spiegano gli attivisti, accompagnati nel blitz dalla rete Roma Bene Comune. Manifestare contro quella che viene definita dai precari, dai parasubortinati, dai senza casa «un'agenzia dello strozzinaggio legalizzato che oggi, attraverso una normativa di emergenza, è addirittura autorizzata dal Governo a entrare direttamente sui nostri conti correnti e congelare le poche disponibilità finanziare, a pignorare i nostri beni» è il modo "precario" di avvicinarsi alla data del 30 maggio. Quel giorno il bilancio comunale della Giunta Alemanno, un bilancio «lacrime e sangue», sbarcherà in consiglio: «tagli ai servizi essenziali per 125 milioni di euro» spiegano dalla Federazione della Sinistra di Roma «aumenti di tasse e tariffe per 300milioni, privatizzazioni e ricorso ai capitali privati per trasformare la carenza di fondi in occasione di arricchimento dei soliti noti». Per questo la rete Roma Bene Comune (movimenti, sindacati di base, Federazione della Sinistra, Sinistra critica) darà vita, lunedì, a una grande manifestazione che dal Colosseo (partenza alle 15) raggiungerà la piazza del Campidoglio dove si terrà una grande assemblea cittadina. Non solo. Per dare il "benvenuto" al bilancio 2011 l'Unione sindacale di base, i Cobas e altre sigle del sindacalismo di base hanno indetto una giornata di "sciopero metropolitano": lunedì 30 maggio incroceranno le braccia i lavoratori di Atac (azienda trasporti), Ama (rifiuti), Acea (acqua ed energia) «e di tutte le aziende che rientrano nel piano della Holding Roma Capitale deliberato dalla Giunta Alemanno». In questa nuova holding, società con socio unico Roma Capitale, saranno raggruppate le quote detenute dal comune nelle società di servizi pubblici locali: Ama (100%), Atac (100%), Acea (51%), Investimenti (22,5%), Centro Agroalimentare Romano (31%), Centro ingrosso fiori (20%), Eur (10%). In aggiunta, il Comune inserirà nella holding anche le società di servizi strumentali «strettamente necessari per il perseguimento delle finalità istituzionali»: il 100% di Risorse per Roma, Aequa Roma, Roma Metropolitane, Servizi Azionista Roma, Roma Servizi per la Mobilità, Ze'tema. Ciliegina sulla torta, alla Holding Roma Capitale saranno conferite, alla voce «non strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali», anche le partecipazioni in aziende "calde" come Aeroporti di Roma e Centrale del Latte, le cui quote saranno successivamente dismesse. Inevitabile, quindi, una protesta dal basso come quella proclamata dalla rete Roma Bene Comune e rilanciata dalle forze di opposizione che siedono in Campidoglio: «il nostro obiettivo» ci spiega Fabio Nobile, consigliere regionale FdS, spiegando il percorso della rete Roma Bene Comune «è costruire un'idea diversa di città: più libera, più giusta, più sostenibile, più solidale. Il tutto, in opposizione al progetto di bilancio comunale "da società privata", contro gli attacchi al lavoro e allo stato sociale, e ovviamente in preparazione degli appuntamenti referendari del 12 e 13 giugno». Insieme ai dipendenti della futura Holding Roma Capitale si asterranno dal lavoro i dipendenti Usb del Pubblico Impiego capitolino, dei nidi e delle scuole di infanzia, delle cooperative sociali, dei canili comunali, della ricerca. I motivi di questa mobilitazione "sindacale" sono evidenti e si sono palesati anche nell'assemblea di martedì scorso organizzata da Roma in Action e alla quale hanno partecipato forze politiche (Sel, FdS, Pd), sindacali (Cgil) e sociali (Roma social pride, Città Altra Economia, Cultura bene comune): «il 30 maggio potreremo in piazza l'opposizione a un bilancio» ci spiega Bartolo Mancuso di Roma in Action «che disegna una città accentrata, privatizzata e impaurita, alla quale vogliamo contrapporre la nostra idea di Roma città pubblica, decentrata e solidale». Inevitabile, quindi, trovare nel 30 maggio la data ideale per la prima sperimentazione di "sciopero metropolitano": «lunedì sarà il punto di arrivo di una sperimentazione lunga un anno, iniziata proprio con la protesta contro il bilancio 2010» ci spiega Paolo Di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani. «In questo anno è nato un "laboratorio indipendente" tra movimenti, sindacati di base, realtà autoconvocate, partiti della sinistra che ha portato 15mila persone a manifestare sotto la Regione Lazio, sei tra attivisti e sindacalisti a occupare il tetto di "palazzo Polverini" per due settimane , e che ha dato vita - in occasione degli Stati Generali della Città - alla rete che ha preso il nome di Roma Bene Comune. Una rete che, oggi, si configura con le caratteristiche dell'opposizione sociale metropolitana possibile».


Liberazione 27/05/2011, pag 8

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