Sciopero a sorpresa e un corteo culminato con l'occupazione dei binari della stazione di Ancona. Questa la clamorosa azione di protesta messa in atto ieri dagli operai della Fincantieri, circa trecento, usciti in corteo dallo stabilimento per chiederne «la salvaguardia e il rilancio». I manifestanti hanno liberato i binari solo al termine di una trattativa con il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca. A spaventare i lavoratori è il pesante piano di riorganizzazione a più riprese annunciato dall'azienda ma non ancora presentato, mentre 500 dipendenti sono già in cassa integrazione. «Il nostro stabilimento sta chiudendo», denuncia Giuseppe Ciarrocchi della Fiom Cgil. Ieri la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha di nuovo chiesto al governo la convocazione di un tavolo su Fincantieri con l'amministratore delegato Giuseppe Bono. «Vorremmo conoscere il piano dell'azienda - ha sottolineato Camusso - discutere e sapere che intenzioni ha il governo, perchè la cantieristica non diventi un fantasma di questo Paese». Nel frattempo cresce la tensione tra i lavoratori. «Nella generale situazione di incertezza», la mobilitazione di ieri «è destinata ad estendersi in tutti gli altri siti di Fincantieri», avverte Alessandro Pagano, coordinatore nazionale Fiom del gruppo. Nuove iniziative di mobilitazione, non più spontanee, verranno discusse dalla Assemblea nazionale dei delegati Fiom di Fincantieri, che si svolgerà a Roma mercoledì 27 aprile.
Liberazione 23/04/2011. pag 6
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