venerdì 10 giugno 2011

Le tute blu: «Niente firma al ricatto Fiat»

Fiom, conferenza stampa per ribadire il “No”

Fabio Sebastiani
La Fiom non firmerà l'accordo per l'ex Bertone e «andrà avanti con le cause» perchè le NewCo per gli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Mirafiori «sono illegali». Nel giorno in cui le Rappresentanze sindacali dell'ex-Bertone, «seguendo il risultato del referendum», sono andate a firmare il nuovo accordo con Fiat, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini tenta di fare un po' di chiarezza su tutta la vicenda attraverso una conferenza stampa. E «se la Fiat pensa che tutti i sindacati debbano firmare quegli accordi - aggiunte -fa una forzatura. Noi quell'accordo non lo firmiamo. Mette in discussione diritti indisponibili».
Si apre una contraddizione dentro la Fiom? Lunedì è previsto il Comitato centrale della Fiom. La maggioranza si presenta con posizioni articolate. Landini parte dall'idea che nella vicenda ex-Bertone più che ondeggiamenti ci sia stato da affrontare il terreno minato imposto dalla Fiat. Ma «la Fiom - aggiunge il leader dei metalmeccanici della Cgil - ha sempre detto che non dava indicazioni di voto e continua così; ha sempre detto che non firmava e non firma» l'accordo proposto dall'azienda. Il mandato del Comitato centrale, quind, è formalmente rispettato. Tra i pronunciamenti di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco (sede della ex-Bertone) «quello che cambia - afferma Landini - è l'atteggiamento dei delegati» che comunque rientra «dentro un atteggiamento di contrasto». E' la risposta politica a chi parla di capitolazione. «L'idea che i delegati rsu della ex Bertone avrebbero deciso contro il parere della Fiom è una sciocchezza pura», aggiunge Landini.
L'intesa della ex-Bertone è stata sottoscritta ieri da 11 su 16 Rsu. Le restanti 5 si recheranno a firmare l'accordo nei prossimi giorni. L'accordo siglato prevede per lo stabilimento di Grugliasco un investimento di circa 500 milioni di euro per la realizzazione cinquantamila auto a fronte dell'applicazione dell'accordo collettivo di primo livello siglato il 29 dicembre 2010 e già adottato nello stabilimento Fiat di Pomigliano.
La vicenda della ex-Bertone non viene risparmiata dalle critiche della "Rete 28 aprile". Sergio Bellavita, membro della segreteria nazionale sostiene che «non c'è nessuna continuità con le scelte Fiom sulla vertenza Fiat di
questi mesi e quanto accaduto alla ex Bertone». Quale soluzione dare? «Occorreva, così come accaduto a Pomigliano e Mirafiori - aggiunge Bellavita - contrastare Fiat sul terreno politico, sociale. Smascherare e denunciare il carattere eversivo, spregiudicato e arrogante dell'ad Fiat Marchionne. Costruire cioè una
vertenza ben più larga della sola dimensione della fabbrica di Grugliasco, coinvolgendo, vista la portata dell'offensiva Fiat, i lavoratori e le lavoratrici metalmeccanici/che tutti/e».
I problemi per la Fiom arrivano anche da Melfi, dove il segretario regionale Emanuele De Nicola fa sapere che l'organizzazione sindacale «non firmerà l'accordo Ergo-Uas», «perchè questa è stata la decisione votata all'unanimità da circa duemila partecipanti a un'assemblea indetta dalla Fiom che si è svolta il 19 e il 20 aprile in fabbrica» con un «no» che «è stato dato anche da due degli undici delegati» che hanno, invece, inviato una lettera di protesta al leader della Fiom, Maurizio Landini, e della Cgil, Susanna Camusso.
Se la Fiom si trova in acque agitate non è che per Fiat le cose vadano tanto meglio. Ieri ha sì firmato l'accordo alla ex-Bertone ma intanto aumentano le voci sui problemi finanziari. Ieri Sergio Marchionne si è dovuto difendere dalle notizie sulla vendita di Fiat Industrial. L'azienda in una nota comunica che le notizie di stampa su un affidamento a un gruppo di banche per un «incarico avente ad oggetto la cessione della società» sono destituite di ogni fondamento.


Liberazione 05/05/2011, pag 6

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