venerdì 10 giugno 2011

Referendum alla Bertone «Ricatto, non firmeremo»

Giorgio Airaudo, responsabile nazionale auto della Fiom Cgil

Roberto Farneti
Non è vero che la Fiom è nell'angolo. Giorgio Airaudo, responsabile nazionale auto della Fiom Cgil, respinge la tesi contenuta nell'articolo a firma di Paolo Baroni, pubblicato ieri sul quotidiano La Stampa (di proprietà della Fiat), secondo cui alla ex Bertone di Torino le tute blu Cgil sarebbero in un vicolo cieco. Baroni sostiene che, comunque vada il referendum che si terrà il 2 e 3 maggio prossimi sulla proposta "prendere o lasciare" della Fiat (che pretende un contratto aziendale sul modello di Mirafiori in cambio di un investimento di mezzo miliardo di euro per produrre la nuova baby-Maserati) per la Fiom sarà un disastro: se vincesse il No, la Fiat rinuncerebbe all'investimento, la fabbrica non riaprirebbe più e di questo verrebbe incolpata la Fiom; se vincessero i Sì, poiché in questa fabbrica le tute blu Cgil hanno la maggioranza delle Rsu, la Fiom incasserebbe una sconfitta politica.
Airaudo scuote la testa: «Se qualcuno pensa di usare il referendum alla Bertone come la scure che permetterà alla Fiat di ottenere lo scalpo della Fiom, si sbaglia di grosso. Anche nel caso vincessero i Sì - e non è affatto detto, perché saranno i lavoratori a decidere anche in base anche alle indicazioni di voto delle Rsu, che verranno date nella prossima assemblea di fabbrica - per noi non cambia nulla. Come non abbiamo considerato decisivo l'esito dei referendum di Mirafiori e Pomigliano, così faremo anche dopo quello della Bertone. Aggiungo che i lavoratori della Bertone hanno il diritto di difendersi come possono di fronte a una ingiustizia. Perché è ingiusto che si dica loro di decidere, quando è evidente che la decisione non è libera».

Cosa pensi della proposta di mediazione, avanzata dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino, di sospendere le norme sull'assenteismo e la clausola di garanzia per favorire un accordo?
E' stata una iniziativa di carattere personale assunta dal sindaco dopo avere incontrato le Rsu. Registro tuttavia che questa proposta non è mai stata presa in considerazione dalla Fiat. Si è schiantata contro questo muro ideologico e arrogante di una Fiat che, per andare avanti, ha bisogno di dimostrare che la Fiom sta crollando.

Però in politica e ancora di più quando si fa sindacato, avere ragione non basta, contano i risultati. Secondo "La Stampa", a Pomigliano, dopo il referendum, avreste già perso un terzo degli iscritti. La conferma che la strategia della Fiom non funziona. Cosa rispondi?
Intanto rispondo che questi dati a me non risultano. So che ci sono 500-600 lavoratori che hanno lasciato lo stabilimento perché nella newco, a quelle condizioni di libertà schiacciate e di ritmi di lavoro aumentati, non ci vogliono lavorare. Quindi può darsi che tra costoro ci siano degli iscritti Fiom, come ce ne saranno degli altri sindacati. Aggiungo che l'articolista della Stampa è particolarmente sfortunato perché proprio oggi (ieri ndr), abbiamo vinto sette cause a Modena, tra cui la Ferrari e la new holland, in cui si dice che l'unico contratto dei metalmeccanici valido è quello unitario firmato nel 2008 e non quello separato siglato nel 2009, dopo l'intesa tra Confindustria, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale. Ricordo ancora che ovunque si è votato noi abbiamo aumentato i consensi, anche nel gruppo Fiat. Se guardiamo ai risultati dei referendum non liberi di Pomigliano e Mirafiori, osserviamo che i voti contrari a quegli accordi sono, rispetto ai voti ottenuti dalla Fiom alle elezioni delle Rsu, circa il doppio.

A proposito della sentenza di Modena, la Uilm non l'ha presa bene. «La Fiom ha vinto il ricorso? Bene. Allora, siccome le regole devono valere per tutti, gli iscritti della Fiom dovrebbero perdere e persino restituire gli aumenti ottenuti nel 2009», ha detto in sostanza Palombella.
Devo dire che la qualità dei sindacalisti è molto peggiorata in questo paese. Chi fa questo mestiere dovrebbe sapere che non si può abbassare il salario dei lavoratori perché c'è un articolo della Costituzione, peraltro richiamato dalla sentenza del Tribunale di Modena, che lo impedisce. Quindi la Uilm si rilegga la Costituzione e impari le leggi prima di dire queste cose.

Si dice che la Cgil per ora vi stia lasciando fare, ma che in fondo non sia d'accordo con voi
Con la Cgil abbiamo un costante confronto. Io non vedo la possibilità che la Cgil e la Fiom si dividano sulla vertenza Fiat. Capisco invece che qualcuno in Fiat lo vorrebbe.


Liberazione 23/04/2011, pag 6

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