Landini: «Solo un contratto e referendum»
Fabrizio Salvatori
La Fiom porge il ramoscello d'ulivo. E dopo aver ottenuto ben nove pronunciamenti a favore, è pronta a sospendere i ricorsi contro applicazione del contratto dei metalmeccanici, siglato nel 2009 solo da Fim e Uilm. Cosa chiede in cambio? La possibilità di aprire un tavolo di confronto sulla rappresentanza sindacale, che eviti in futuro accordi separati e che quindi punti dritto dritto al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro in scadenza alla fine del 2011.
Il leader della Fiom, Maurizio Landini, a latere dell'assemblea nazionale dei delegati di Fincantieri, prova a rimettere in ordine il caos assoluto che regna nel settore dei metalmeccanici. E' chiaro che la strada delle ritorsioni economiche verso i lavoratori iscritti alla Fiom non è praticabile. E nemmeno è pensabile il "doppio binario", ovvero un trattamento economico per gli iscritti Fiom e uno diverso per gli iscritti alle organizzazioni sindacali che hanno firmato l'accordo separato. Si rischia il giudizio della Corte costituzionale perchè il principio della "non discriminazione" è garantito dalla Costituzione. Quindi, l'unica è rimettersi a discutere. «In questo modo si potrebbero evitare gli accordi separati e quando non si raggiunga un accordo si potrà usare lo strumento del referendum tra i lavoratori, uno strumento democratico, purchè non si tocchino i diritti indisponibili», dichiara Landini. Sospendere i ricorsi vuol dire che la Fiom non presenterà quelli che ha nel cassetto. Altri sono in corso presso i tribunali. E già nei prossimi giorni potrebbero essere chiusi con un decreto dei giudici. Il 18 giugno, poi, è prevista la prima udienza del ricorso, sempre della Fiom, sulla vicenda Fiat.
«Queste sentenze confermano quello che la Fiom ha sempre detto e scritto alle aziende -continua Landini- ovvero che il contratto del 2008 è in vigore fino alla fine di quest'anno e finchè non sarà firmato un nuovo contratto con la sottoscrizione di tutti i soggetti resta valido quello». Le sentenze hanno stabilito il comportamento antisindacale delle aziende e hanno ordinato a tutte l'applicazione del contratto del 2008.
Landini, quindi, sottolinea che «con i giudici che danno ragione alla Fiom e dicono che l'accordo separato non è valido, si apre un problema per le aziende. E infatti Federmeccanica è in subbuglio. E' tutta una girandola di riunioni per tentare di capire come andare avanti. «Noi vogliamo restituire ai lavoratori metalmeccanici un contratto nazionale unico - aggiunge Landini -. Siamo pronti a presentare anche una piattaforma, ma prima dobbiamo stabilire le regole sulla rappresentanza». Questa apertura nei confronti degli altri sindacati, secondo Landini non è assolutamente da interpretare come «un atto di debolezza». «Il nostro obiettivo è riconquistare un contratto nazionale unitario per evitare problemi ai lavoratori e alle imprese. Non diamo nessun ultimatum a nessuno, perchè non ci piacciono. Nemmeno quando li impongono a noi».
Sulla partita Fincantieri la Fiom ha deciso oltre alle otto ore di sciopero, già annunciate, del 6 maggio, altre due ore, il prossimo mese. L'assemblea nazionale dei delegati è servita a «riportare ad un livello nazionale la vertenza Fincantieri» di fronte al silenzio del Governo e della stessa azienda. La Fiom chiede al governo di riconvocare il tavolo nazionale sulla cantieristica navale e rivendica: «commesse pubbliche immediate per riavviare i cantieri chiusi; sostegno al reddito dei lavoratori in cassa integrazione; investimenti che consentano di andare su nuovi mercati». «Qualsiasi piano riorganizzativo deve escludere la chiusura dei cantieri e tagli», avverte la Fiom, precisando: «Siamo pronti ad affrontare qualsiasi discussione ma ci deve essere la conferma dei contratti e delle leggi vigenti senza ricorrere a deroghe o scorciatoie».
Liberazione 28/04/2011, pag 6
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