Stati generali Blocchi e boicottaggi per ribadire: Fermi tutti
Daniele Nalbone
E sciopero precario sia. I devoti di San Precario, riunitisi lo scorso fine settimana a Roma per la terza edizione degli Stati generali della precarietà, sono pronti. Il prossimo autunno passerà alla storia come quello del primo sciopero precario. Cosa accadrà concretamente quel giorno, lo hanno spiegato le 48 ore di workshop, assemblee, momenti di confronto e di aggregazione "precaria" che si sono svolti sabato e domenica tra le occupazioni di Generazione P, quartiere Pigneto di Roma, e del Volturno, ex cinema a pochi passi dalla stazione Termini.
Il prossimo autunno, quindi, potrebbe accadere che per un giorno i call center non rispondano a nessuna chiamata. Oppure che i trasporti restino prigionieri di blocchi vari. O che le case editrici si trovino "senza precari" e quindi impossibilitate a portare avanti il proprio lavoro. Potrebbe addirittura accadere, perché no, che hacker-precari (o precari-hacker) decidano di bloccare le reti delle grandi aziende. Suggestioni, certo. Costruzione di un immaginario di rabbia precaria che esce dalla narrazione «delle sfighe quotidiane» per trasformarsi in esplosione di rabbia.
Ma una certezza c'è: se si fermassero veramente tutti i precari, per un giorno questo paese smetterebbe di muoversi, di comunicare. «È questo il punto» la convinzione "di San Precario" «su cui poggiare la leva del cambiamento». Ecco allora che il vero risultato emerso dagli Stati generali 3.0 sbarcati a Roma dopo le due edizioni milanesi è stato quello di dire, alle varie mobilitazioni e sciopero programmati per le prossime settimane, «fermi tutti». Perché senza i precari, nessuno sciopero è generalizzabile. Nessun paese è bloccabile. «E allora - come spiega Andrea Fumagalli di San Precario Milano durante la plenaria di domenica pomeriggio presso l'ex cinema Volturno - da questi Stati generali è emersa la necessità che, stavolta, siano "gli altri" a generalizzare il nostro sciopero. Un momento in cui non saranno i precari e i movimenti ad allargare la piattaforma dello sciopero sindacale, ma saranno i sindacati a dover generalizzare uno sciopero in cui i precari non siano solo testimonial, ma protagonisti».
Ma cos'è uno sciopero precario? «È uno sciopero contro la precarietà - spiega Rafael Di Maio dei Punti San Precario di Roma - È uno sciopero che punta a riconquistare il diritto di sciopero, di avanzare rivendicazioni collettive. Due diritti oggi negati e che hanno ridotto questo paese a "paese precario"». Ma uno sciopero precario è impossibile da organizzare come si organizzerebbe un qualsiasi sciopero di settore o perfino generale.
Per questo ognuno si sta costruendo il "suo" sciopero. Chi, come i lavoratori autoconvocati, punta tutto sui blocchi, delle fabbriche come del traffico urbano, o chi come i precari dei call center e dell'informatica immagina una giornata di boicottaggi. C'è chi sta lavorando per uno sciopero "dei saperi" e chi sta gettando le basi per portare in piazza il mondo della cultura, dell'editoria, del giornalismo per bloccare i flussi di informazione delle città. Flussi che caratterizzano, oggi, i processi di valorizzazione della nostra società: «Soprattutto nelle aree metropolitane - spiega Andrea Fumagalli - il profitto è per tre/quarti generato dalla circolazione delle persone, merci, servizi comunicativi e immateriali. Lo sciopero precario è sabotaggio dei profitti, quindi sabotaggio di questi flussi». Sembra qualcosa di impossibile, ma a volte basta solo la "potenza d'azione" per far si che qualcosa venga fermato. Un esempio? La grande distribuzione del centro di Milano, durante la May Day, il primo maggio precario, chiude i battenti «non perché siamo in grado di bloccare i punti vendita - sottolinea Andrea - ma perché minacciamo di farlo». Ed è per questo che la prossima May Day, il primo maggio 2011 di Milano, sarà megafono dello sciopero precario. Sarà un momento "referendario" tra i precari che vi prenderanno parte attivamente e quelli che verranno intercettati su come costruire, attivamente, il primo sciopero precario nel paese precario.
Liberazione 20/04/2011. pag 6
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