Roma Tribunale
Negli uffici giudiziari del Tribunale di Roma, dopo un addestramento adeguato, lavorando insieme agli altri addetti e conseguendo una formazione preziosa sia a livello personale che professionale, siamo riusciti, noi "Cassa integrati e mobilitati" impiegati da giugno 2010, a raggiungere traguardi importanti in ogni ufficio. E questo non a nostro dire, ma come relazionato anche dalle più alte cariche del Tribunale.
La Cancelleria centrale Gip, per esempio, ha potuto continuare a smaltire l'arretrato delle migliaia di archiviazioni nonostante la perdita di 4 unità di personale per pensionamento; parimenti la Cancelleria centrale dibattimentale ha in parte fronteggiato il pensionamento di alcuni ed il trasferimento di altri.
Lo stesso archivio del Tribunale ha potuto realizzare la sistemazione di migliaia di fascicoli grazie al nostro contributo.
Il nostro Tribunale si ritrova con più di 400 persone in meno nel giro di pochi anni, eppure è il più grande Tribunale d'Europa. Ora per questi 240 tirocinanti a 240 euro mensili a titolo di rimborso spese, perché non provare a trovare la soluzione, la formula contrattuale ed i relativi fondi?
A giugno sarebbero dovuti tornare a casa i primi 70, rendendo vano ogni nostro sforzo, con pesanti ripercussioni per le sedi giudiziarie che, cronicamente sotto organico, pur impegnandosi con ogni forza, sarebbero sprofondate nuovamente nell'arretrato.
Fortunatamente ciò sembra non accadrà fino al 2012, dal momento che la Regione Lazio ha preso questo bando di tirocinio per la Giustizia dalla Provincia che ne è stata l'ideatrice e la regista fino ad oggi per farne una sua iniziativa.
In seguito ad un incontro tenuto lo scorso maggio a Civitavecchia, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio ci ha informato di avere provveduto al traghettamento del nostro Ente di Gestione (da Provincia a Regione) e che saremo tutti confermati fino a dicembre 2012 e con un aumento sensibile sul rimborso (si arriverà a 600 euro mensili), ma saremo sempre tirocinanti.
Cosa accadrà a dicembre 2012?
Calendario Maya a parte, dovremo sempre avere questa spada di Damocle sulla testa?
Potremo tornare ad avere un posto di lavoro considerato che a qualcuno di noi fra l'altro scadrà anche il termine del suo ammortizzatore sociale?
Si è parlato a Civitavecchia di Cantieri di Giustizia, come nella scuola, di inserimento di altre figure, ma qual è il vero progetto dietro tutto ciò?
Se ci dovessero mandare a casa dopo tutto questo tempo, questa nostra nuova professionalità acquisita verrà dispersa senza rispetto alcuno, né per noi lavoratori, né per i fondi investiti fino ad oggi e neanche per il Sistema giudiziario, un bene che coinvolge lo Stato nella sua interezza (e quindi ogni italiano).
I fondi ci sono e si possono reperire attraverso un risparmio di spesa ricavato dall'abrogazione della disposizione normativa che prevede l'obbligatorietà della sanzione accessoria della pubblicazione per le sentenze di condanna dei reati di abusiva duplicazione e vendita di Cd privi del marchio Siae. Si tratta di 300mila euro. Le norme in questione, art. 475 c.p., l'art. 2 legge 400/85, l'art. 2 legge 406/81 art.14 2ter D.Leg.vo 286/1998, prevedono addirittura una doppia pubblicazione, su periodico e su settimanale. La tipologia d'autore di questi reati è costituita da extracomunitari che vivono di questi commerci illegali rischiando ogni mese un processo per direttissima; essi hanno nomi molto simili (es. Abdul Ami. Islam Abdul, Abdul Salemi) che lasciano il lettore perfettamente indifferente dinanzi alla pubblicazione dell'estratto della sentenza di condanna.
Le spese di condanna si aggirano intorno ai 1.500 euro a pubblicazione ed il flusso di spesa è di circa 200 pubblicazioni al mese per un importo pari a 300mila euro al mese, vale a dire più di 3 milioni di euro l'anno e solo per il Tribunale di Roma.
Trattasi purtroppo di spese non recuperabili per l'Erario in quanto i relativi destinatari sono soggetti irreperibili e senza fissa dimora.
Sia la funzione general preventiva che la funzione special preventiva della pena vengono meno in questi casi.
La burla finale si introduce con l'art. 67 della legge 69/2009 che al comma 1 prevede la possibilità che il Giudice penale possa disporre la pubblicazione della sentenza penale di condanna sul sito Internet del ministero della Giustizia;
Attenzione, il ministero ha chiarito - a seguito del quesito posto dalla Procura di Roma - che non si tratta di una modalità alternativa rispetto alla ordinaria pubblicazione su giornale. In definitiva con quegli importi si paga un mero trafiletto di giornale letto da nessuno che rinvia alla pubblicazione sul sito: ma a cosa serve ci domandiamo noi che paghiamo?
La semplice regolarizzazione di queste 70 unità comporterebbe una spesa complessiva mensile di circa 2mila euro a persona e quindi per l'Erario di 140mila al mese per tutte le 70 unità.
Il ministero della Giustizia potrebbe addirittura risparmiare altri 160mila euro mensili, regolarizzando in seguito alla prossima scadenza altre 80 unità per un totale di 150 posti di lavoro a costo zero.
Tutto ciò aiutando l'Ufficio giudiziario più grande d'Europa e togliendo dalla strada dalla disoccupazione persone su cui ha fatto da un anno un investimento formativo.
I lavoratori "Cassa integrati e mobilitati"
Liberazione 19/05/2011, pag 11
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