Genova, Castellammare, Marghera Mobilitazione in tutto il gruppo
Fabrizio Salvatori
Su Fincantieri, per ora, l'unica cosa certa è che le tute blu si mobilitano. E' accaduto anche ieri a Sestri Ponente, a Venezia e in Campania. Dall'altra parte, dalla parte del Governo, la confusione regna sovrana. Il ministro Maurizio Sacconi, nel tentativo di chiarire cosa intenda fare l'esecutivo, ha tirato fuori dal cappello un non meglio precisato "modello Pomigliano". Che fantasia, pero! Il messaggio, lanciato in una intervista al Mattino, è chiaro: dopo l'incoraggiamento di Federmeccanica a Fincantieri cresce tra gli imprenditori la voglia di "menar le mani". E Sacconi, così come in altre occasioni, non fa che suonare la grancassa.
Al di là di questo, ieri a Genova è stata la giornata della mobilitazione generale per la vertenza Fincantieri. Commercianti, studenti, taxisti e gente comune hanno preso parte alla grande manifestazione di Sestri Ponente per dire no alla chiusura dello stabilimento cantieristico. In corteo, quasi diecimila persone: oltre ai lavoratori della Fincantieri e delle altre aziende a rischio occupazione, come Selex, Ericsson, Navalmeccanica, anche circa 50 taxisti della Cooperativa Taxi, alcune ambulanze, i commercianti che hanno operato la serrata generale per oltre tre ore e un gruppo di studenti. Il corteo, guidato dalla Fiom e dalla Rsu di Fincantieri, salutato da commercianti, studenti e residenti del quartiere, si è fermato davanti ai cancelli dello stabilimento che, con il piano industriale "lacrime e sangue", rischia la chiusura. Prosegue inoltre, a oltranza, il presidio dei varchi al cantiere di Riva Trigoso, i cui lavoratori stanno effettuando scioperi articolati. Per il 3 giugno si annunciano migliaia di tute blu a Roma.
Tre le ore di sciopero, invece, alla Fincantieri di Venezia. «È inaccettabile - rileva Luca Trevisan, segretario della Fiom di Venezia - che il piano di Fincantieri si basi solo su tagli di personale, previsto anche per Venezia, e chiusure con il contestuale blocco degli investimenti e la ricaduta della produttività sulle sole spalle dei lavoratori». La mobilitazione si è fatta sentire anche a Marghera, dove il traffico è impazzito per alcune ore.
Commercianti solidali anche a Castellammare di Stabia, dove hanno aderito compatti alla serrata indetta dall'Ascom, in solidarietà con i lavoratori del cantiere navale che il piano industriale di Fincantieri ha deciso di chiudere. Anche il mercato è rimasto deserto, nessun ambulante ha messo in mostra le sue mercanzie, solo le farmacie hanno assicurato il servizio di emergenza tenendo le serrande abbassate per metà. La città, quindi, ha risposto con partecipazione alla disperazione delle duemila famiglie colpite dalla mancanza di lavoro che si prefigura dal 2013, dopo il completamento della commessa di due pattugliatori assicurati dal Governo.
I lavoratori della Fincantieri di Castellammare ieri sono tornati a bloccare, in entrambe le direzioni, sulla strada statale 145 "Sorrentina" tra i Comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense .
«Il modello Pomigliano non è assolutamente esportabile», ha replicato il segretario nazionale della Cgil Vincenzo Scudiere al ministro Sacconi. «Il punto di riferimento può essere l'accordo che abbiamo sottoscritto ieri per la realizzazione del progetto sulla chimica verde a Porto Torres», ha aggiunto. «Continuiamo a considerare l'accordo di Pomigliano un fatto non esportabile - spiega il sindacalista - a differenza di quanto sostiene il ministro che non perde occasione per riproporlo ogni volta che ne ha la possibilità, come in questo caso a proposito della situazione drammatica della Fincantieri». Oltre Pomigliano, osserva Scudiere, «ci sono decine di accordi sottoscritti unitariamente per risolvere crisi e problemi occupazionali: proprio ieri infatti ne abbiamo sottoscritto uno, alla presenza dello stesso ministro Sacconi, per quanto riguarda la chimica verde. A quanto pare - conclude - il ministro se lo è già dimenticato».
Ad insistere per la soluzione dura sono 192 dirigenti della Fincantieri che hanno scritto una lettera aperta in cui sostengono che per l'azienda non ci sono «ricette miracolose. «Le linee del nuovo piano industriale presentato dall'azienda ai sindacati - sostengono - sono le migliori e le uniche possibili». La presa di posizione del managment è molto esplicita fino al punto da sentirsi «profondamente offeso» del clamore suscitato dalla decisione di Fincantieri. «Tutto questo - sottolineano - ci risulta essere solo un tentativo di banalizzare una situazione complessa e nota da anni a cui il management e l'amministratore delegato, insieme all'azienda tutta, stanno faticosamente cercando di porre rimedio». «Le linee presentate alla nostra controparte naturale, ovvero il sindacato dei metalmeccanici, risultano - sostengono i dirigenti - essere le migliori possibili per consentire il mantenimento ed il rilancio del capitale umano e tecnologico di Fincantieri. Si è avviato quindi un confronto ed un dialogo nella sede propria con l'intento di pervenire possibilmente a soluzioni condivise».
Sul fronte dell'Ue l'incontro tra il commissario europeo Tajani e i sindacati confederali ha prodotto solo alcuni preliminari, peraltro tutti formali. Altri incontri sono in programma al parlamento di Bruxelles.
Liberazione 28/05/2011, pag 5
Nessun commento:
Posta un commento