Roma Enasarco
Stefania Ruggeri*
La Fondazione Enasarco con Il progetto "Mercurio" sta dismettendo il patrimonio immobiliare. Circa 15mila alloggi a Roma. Ultima speculazione concertata tra un ente e i sindacati degli inquilini, abituati a dimenticare il quadro romano dell'emergenza abitativa.
In questo scenario, destabilizzante per molte famiglie, c'è un altro dramma: la questione lavorativa che riguarda più di 300 lavoratori che si occupano della custodia e della pulizia degli stabili. Le soluzioni indicate per noi sono due e si stanno ancora discutendo perché hanno trovato l'opposizione dei lavoratori. Prevedono una buona uscita o il nostro passaggio in blocco a una società esterna da imporre agli inquilini che compreranno al momento della stipula del contratto.
Dimenticano che alcuni di noi hanno l'alloggio di servizio, che altri sono inquilini e che anche le nostre case sono in vendita. La Fondazione e i sindacati non ci riconoscono come dipendenti Enasarco a tutti gli effetti. Consideriamo questo uno sbaglio e, come lavoratori che presidiano le trattative, chiediamo sia spiegato perché solo noi, portieri e pulitori, siamo considerati in esubero.
Noi, da sempre usati come filtro, e unici interlocutori, tra un'amministrazione, il più delle volte carente, e gli inquilini chiediamo la ricollocazione all'interno della Fondazione stessa. Denunciamo che è in atto un'operazione sporca, che i quadri sindacali sono corresponsabili della tratta dei lavoratori perché hanno accettato posti di rilievo e promozioni all'interno della Fondazione e scelto di non tutelarci.
Usb, esclusa dal tavolo delle trattative, ha seguito dall'inizio questa battaglia aprendo il percorso. Ugl e Cisal hanno raccolto, Cgil, Cisl e Uil invece hanno dichiarato che le loro proposte sono immodificabili e si chinano dinanzi alla Fondazione. Ci opponiamo al disegno di queste sigle e chiediamo loro di assumere le proposte che escono dall'assemblea generale dei lavoratori e che il punto "E" dell'accordo di vendita che prevede la nostra esternalizzazione sia annullato.
Esigiamo che il tavolo delle trattative con l'Enasarco si riapra dopo averci ascoltato, e se insistono nel volere "trattare" sulla nostra pelle senza incontrarci chiederemo ancora di essere presenti alle trattative come presidio dei lavoratori. Riteniamo le nostre proposte attuabili, sbagliato non essere dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici nelle mobilitazioni e diabolico non aprire il confronto con l'Enasarco su piattaforme diverse.
Abbiamo convocato assemblee, per ben due volte presidiato e occupato simbolicamente la sede dell'Enasarco impedendo la firma dell'accordo vergogna e intendiamo proseguire nel percorso tracciato costruendo insieme all'Usb un appuntamento sotto il ministero del Lavoro. Ci auguriamo un passo indietro da parte dei sindacati tradizionali che sia utile per la ricostruzione di una rappresentanza sindacale degna di tale nome. Ci opporremo all'esternalizzazione e difenderemo con ogni mezzo il nostro posto di lavoro.
*Usb lavoratori e lavoratrici Enasarco
Liberazione 07/04/2011, pag 11
Nessun commento:
Posta un commento